"Prenderò una decisione riguardo all'Iran. È stato decimato. L'unica domanda è se si sceglie la via facile o la linea dura", ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Duro anche Hegseth: “Il blocco a Hormuz è ferreo”. Ma da Teheran fanno sapere che gli Usa avrebbero mandato una nuova proposta.
Comandante Pasdaran, navi da guerra Usa si sono ritirate da regione
Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ali Fadavi ha dichiarato che al momento nessuna nave della marina statunitense è presente nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo dell'Oman o persino nell'Oceano Indiano settentrionale. "Gli americani sono fuggiti e si sono allontanati di oltre 1.000 chilometri dai nostri confini", ha affermato, attribuendo il ritiro all'Iran e alla potenza navale delle Guardie Rivoluzionarie. Fadavi, capo del gruppo consultivo del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato alla televisione di stato iraniana che l'Iran ha mantenuto il controllo dello Stretto di Hormuz negli ultimi mesi. Lo riporta Iran International.
Wsj, Usa hanno rimosso tutti i loro bombardieri B-1 da Fairford
Gli Stati Uniti hanno rimosso tutti i loro bombardieri B-1 dalla base di Fairford nel Regno Unito in seguito ai timori di sicurezza. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i B-1 sono ora negli Stati Uniti
Media Iran: “Esplosioni a Qeshm e Sirik, spari contro navi a Hormuz”
"Pochi minuti fa, in alcune zone di Qeshm e Sirik, si sono udite diverse esplosioni provenienti dal mare e dallo Stretto di Hormuz. I rumori erano probabilmente riconducibili a spari contro le navi che violavano le regole; la causa di questi rumori non è stata ancora resa nota ufficialmente". Così su X l'agenzia di stampa iraniana Fars.
Iran, si è dimesso il ministro del petrolio
Il ministro del petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, si è dimesso. Al suo posto è stato nominato Hamid Bovard, amministratore delegato della compagnia petrolifera di Stato, la Nioc. Lo ha reso noto l'ufficio del Presidente Masoud Pezeshkian. Bovard ricoprirà l'incarico fino alla nomina di un sostituto definitivo. Non è stata resa nota alcuna motivazione ufficiale per le dimissioni di Paknejad che era in carica dall'agosto 2024. Durante il suo mandato, ha gestito il settore petrolifero in un contesto segnato dalle persistenti sanzioni internazionali e dal conflitto con Stati Uniti e Israele, occupandosi tra l'altro di mantenere ed espandere le esportazioni di greggio. Bovard ha ricoperto ruoli di vertice presso la Nioc e in precedenza ha guidato importanti unità operative, tra cui la National Iranian South Oil Company e la Iranian Offshore Oil Company. Il Ministero del Petrolio riveste un ruolo centrale nell'economia iraniana, gestendo la produzione, le esportazioni e le industrie correlate che generano la maggior parte delle entrate in valuta estera del Paese.
Media, copilota voleva schiantare volo FlyDubai su aeroporto Ben Gurion
Il copilota omanita intendeva fare schiantare il volo FlyDubai sull'aeroporto Ben Gurion in Israele, dopo aver ricevuto i permessi per l'atterraggio. Lo riporta Channel 12 rivelando altri dettagli emersi negli interrogatori del copilota Hamam al-Hammami, in corso negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, dalle indagini è emerso che al-Hammami era già atterrato all'aeroporto Ben Gurion più volte, le ultime a giugno e luglio, sempre nell'ambito del suo lavoro con FlyDubai, e progettava da mesi l'attentato.
Netanyahu ordina indagine sulla sicurezza dell'aviazione civile straniera
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha incaricato il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Shmuel Ben-Ezra, di nominare un ispettore per condurre un esame approfondito di tutti gli aspetti della sicurezza dell'aviazione civile straniera in Israele dopo lo scontro sulle responsabilità del governo nei controlli sull'equipaggio del volo FlyDubai. Lo riferisce l'ufficio del premier in una nota.
Lapid: “Non è il sionismo a essere razzista, ma il Partito Verde”
"Sono un sionista. Credo nel diritto del popolo ebraico a uno Stato nella nostra terra d'origine, nel nostro diritto di vivere in pace e sicurezza. Mentre ci prepariamo a ricordare il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre, il Partito Verde del Regno Unito ha scelto di schierarsi con terroristi e antisemiti. Non è il sionismo a essere razzista, lo è il Partito Verde". Lo ha scritto su X il capo dell'opposizione israeliana Yair Lapid.
Funzionario Anp muore durante un controllo dell’Idf a un checkpoint
Due palestinesi, tra cui l'ufficiale dell'Autorità Palestinese Raafat Khairy Abu Khalil, erano diretti a Gerico, quando sono stati fermati a un checkpoint delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) a Tulkarm. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito all'agenzia Wafa che le sue squadre hanno ricevuto la segnalazione di un palestinese in condizioni critiche al checkpoint e si sono precipitate sul posto. I soccorritori hanno trovato Abu Khalil sottoposto a rianimazione cardiopolmonare dopo un arresto cardiaco. È deceduto poco dopo sul posto.
Netanyahu: “Diventeremo leader mondiali in guerra marittima”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato, durante una visita alla base navale di Ashdod, di voler rendere il suo Paese un "leader mondiale" nella guerra marittima. Lo riporta un comunicato stampa diffuso dal suo ufficio. "La mia intenzione è che Israele diventi un leader mondiale in questo tipo di guerra. Proteggeremo lo Stato di Israele anche dal mare", ha affermato Netanyahu dalla base navale, visitata ieri.Il primo ministro israeliano ha sottolineato la crescente importanza del dominio marittimo e ha citato come esempi la disputa per il controllo dello Stretto di Hormuz tra Iran e Stati Uniti e la situazione nel vicino Stretto di Bab el-Mandeb, dove si stanno intensificando gli scontri tra i ribelli Houthi e l'esercito yemenita. "I nostri nemici vogliono minacciare il nostro dominio marittimo nel Mediterraneo, i nostri porti e il traffico marittimo", ha dichiarato Netanyahu, che ha fatto della sicurezza un tema centrale della sua campagna elettorale per le elezioni del 27 ottobre, "non permetteremo che ciò accada, proteggeremo lo Stato di Israele anche dal mare".
Houthi rivendicano nuovo attacco a siti di Saudi Aramco
Gli Houthi yemeniti hanno attaccato con missili balistici e droni impianti del colosso petrolifero saudita Aramco nella capitale del regno, Riad, e nella regione petrolifera di Khuraisi. "Gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato incendi significativi nei siti presi di mira", ha dichiarato Yahya Saree, portavoce del movimento filo-iraniano.
Ieri gli Houthi avevano rivendicato un altro attacco contro un impianto Aramco a sud della capitale saudita. L'Arabia Saudita guida la coalizione internazionale che sostiene il governo yemenita riconosciuto dall'Onu nella lotta contro gli insorti Houthi.
Yemen, il governo annuncia un’offensiva per riprendere l’intero Paese
Il capo del Consiglio presidenziale yemenita, Rashad al-Alimi, ha annunciato l'avvio di un'offensiva contro gli Houthi per riprendere il controllo dell'intero Paese. I ribelli filoiraniani hanno in mano buona parte dell'Ovest dello Yemen, inclusa la capitale Sana’a, occupata nel 2014. "Oggi annuncio l'avvio di operazioni militari volte a riconquistare i territori rimanenti della Repubblica e a estendere l'autorità dello Stato e delle sue istituzioni all'intero territorio nazionale", ha dichiarato Alimi in un comunicato.
Nello Yemen gli Houthi chiudono una vitale via di rifornimento tra Taiz e Aden
Gli Houthi yemeniti hanno interrotto una vitale via di rifornimento che collegava Taiz, l'importante città del sud-ovest che stanno assediando, ad Aden, sede del governo riconosciuto a livello internazionale. Lo riferiscono ad Afp fonti della sicurezza e testimoni.
"Siamo stati informati che gli Houthi hanno preso il controllo dell'area di al-Safiya, hanno bloccato la strada principale e hanno occupato la stazione di polizia", ha dichiarato all'agenzia una fonte della polizia locale. Tre fonti distinte all'interno delle forze armate lealiste hanno confermato che i ribelli filoiraniani hanno conquistato l'area e preso il controllo del cruciale corridoio a sud di Taiz. Altri testimoni hanno fatto sapere di aver udito intensi combattimenti nelle città di al-Safiya e al-Samsara. Queste due città si trovano lungo la strada principale che collega Taiz, capoluogo dell'omonimo governatorato e terza città più popolosa del Paese, ai governatorati di Lahj e Aden, dove hanno sede le autorità riconosciute dall'Onu, dal momento che la capitale yemenita, Sanàa, è in mano agli Houthi dal settembre del 2014.
Iran: “Lavoriamo all’aumento di gittata dei missili, questa guerra ne ha dimostrato la necessità”
L'Iran ha deciso di aumentare la gittata dei suoi missili, ha anticipato il portavoce delle forze militari, Mohammad Akraminia, citato dall'agenzia Fars. "Durante questa guerra, abbiamo concluso che è assolutamente necessario aumentare la gittata dei nostri missili e abbiamo iniziato a muoverci in questa direzione", ha dichiarato.
Un uomo di 41 anni ucciso dall’Idf in Cisgiordania
Un uomo di 41 anni, Raafat Khairi Ahmed Abu Khalil, è stato ucciso dai soldati israeliani al checkpoint di Anab, a est di Tulkarem, in Cisgiordania. Lo scrive Al Jazeera citando la Mezzaluna Rossa Palestinese, secondo cui Abu Khalil proveniva dalla città di Atti, nel nord.
Israele chiuderà i valichi verso Cisgiordania e Gaza in vista del 7 ottobre
Il ministro della Difesa Israel Katz ha disposto la chiusura dei valichi verso la Cisgiordania e la Striscia di Gaza nei giorni che segnano l'anniversario del massacro del 7 ottobre 2023. Lo scrive il Times of Israel. Katz ha affermato che, su raccomandazione delle autorità militari, verrà imposta una chiusura generale sia per la Cisgiordania sia per la Striscia di Gaza nelle giornate del 5 e del 7 ottobre. Il provvedimento non riguarda gli israeliani che transitano attraverso i posti di blocco in Cisgiordania.
Katz ha spiegato che ai lavoratori palestinesi "essenziali del settore sanitario" sarà consentito attraversare i posti di blocco in Cisgiordania, così come ad altri palestinesi nei casi in cui vi siano "impegni assunti dallo Stato dinanzi all'Alta Corte di Giustizia".
Altre deroghe ai palestinesi che intendono entrare in Israele dalla Cisgiordania, potrebbero esser concesse previa approvazione del Cogat (unità militare israeliana che gestisce le operazioni civili e umanitarie a Gaza e in Cisgiordania) ha aggiunto. In quelle giornate non entreranno aiuti nella Striscia, ma il Cogat ha precisato che le operazioni di ritiro degli aiuti sul lato di Gaza del valico di Kerem Shalom, sul versante egiziano, "proseguiranno come di consueto".
"Va sottolineato che la chiusura dei valichi in queste date non dovrebbe avere alcun impatto sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza" ha aggiunto il Cogat.
Ucciso in un raid dell’Idf a Gaza il direttore di una ong umanitaria turca
Il direttore nella Striscia di Gaza dell'organizzazione umanitaria turca Deniz Feneri, Saqer al Qaisi, è stato ucciso questa mattina in un attacco israeliano contro un veicolo a Deir al Balah, nel centro dell'enclave. Lo riferiscono i servizi di ambulanza ed emergenza gazawi, secondo cui altre dieci persone sono rimaste ferite. L'identità della vittima è stata confermata dall'ospedale dei Martiri di Al Aqsa, che ne ha ricevuto il corpo.
Interpellato da Efe, l'esercito israeliano ha dichiarato che il raid aveva come obiettivo un membro di Hamas, senza precisare se si trattasse di Al Qaisi né fornire dettagli su suoi eventuali legami con il movimento.
Secondo l'agenzia ufficiale palestinese Wafa, è morta oggi anche Suha Nasser, una bambina di sei anni ferita due settimane fa da colpi d'arma da fuoco che avevano raggiunto la sua tenda.
Nel nord della Striscia, a Beit Lahia, altre quattro persone sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano, riferisce l'ospedale Shifa di Gaza.
Il ministero della Sanità gazawi afferma che oltre 1.400 persone sono state uccise dalle forze israeliane dall'entrata in vigore del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. Il bilancio complessivo dei morti dal 7 ottobre 2023 supera quota 74.228,
secondo la stessa fonte.
Teheran: “Gli Usa vogliono parlare di nucleare, noi di Hormuz”
L'Iran ha già risposto alla proposta americana, ma vuole concentrare i colloqui sullo Stretto di Hormuz anzichè sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
La proposta di Washington, ha spiegato, "è simile alle precedenti e si concentra sul dossier nucleare", mentre Teheran intende discutere di Hormuz.
Il portavoce del ministero ha inoltre smentito che negli ultimi colloqui sia stata affrontata la questione nucleare o discussa la possibilità di un ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. "Le affermazioni secondo cui avremmo accettato le ispezioni dell'Agenzia sono prive di fondamento", ha sottolineato.
Araghchi: “Se gli Usa accettano il nostro piano lo Stretto di Hormuz aprirà in 7 giorni”
"Così come prendiamo sul serio l'autodifesa, siamo altrettanto fermi e risoluti sia nel difendere noi stessi sia nel portare avanti la diplomazia": è quanto dichiarato oggi dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato dall'agenzia Irna.
"Se i nostri avversari dovessero scegliere ancora una volta la via dello scontro militare — ha proseguito — si troveranno ad affrontare una risposta molto più dura di quelle precedenti.
Tuttavia, se intendono perseguire la via diplomatica, siamo pronti a raggiungere attraverso la diplomazia una soluzione equa e dignitosa per porre fine a questo conflitto".
In merito al nuovo piano dell'Iran per risolvere le controversie ancora in corso con gli Stati Uniti, Araghchi ha sottolineato che, se gli Stati Uniti accetteranno il piano iraniano di sette giorni, lo Stretto di Hormuz verrà riaperto entro i sette giorni.
Colpita nave cisterna a Hormuz, danni a sala macchine
Una nave cisterna ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, riportando danni alla sala macchine. Lo riferisce l'autorità marittima britannica, citata da Al Arabiya. I membri dell'equipaggio sono al sicuro e non risultano segnalazioni di conseguenze ambientali.
Araghchi: “Non c'è soluzione militare alla guerra, ma solo col negoziato”
“Non esiste una soluzione militare, né una soluzione basata su ulteriori sanzioni; solo un approccio fondato sul negoziato, sull'equità e sulla dignità diplomatica può offrire una soluzione definitiva a questa guerra”. Lo ha detto il ministro degli esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, parlando del conflitto con gli Usa. “Gli Stati Uniti hanno già fallito in passato sia sul piano militare che su quello diplomatico, ma tentare la strada delle sanzioni, incluse quelle nuove, non porterà loro alcun beneficio”, ha aggiunto, sottolineando: “Ci auguriamo che gli Stati Uniti scelgano la via della saggezza e della razionalità”.
Teheran: “Arrivata di recente una proposta dagli Usa”
Gli Stati Uniti hanno recentemente trasmesso proposte all'Iran attraverso intermediari, pur sostenendo una posizione diversa sui media. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo quanto riporta Al Jazeera. "Washington deve rendersi conto che la fase in cui si prende tempo e si impongono richieste unilaterali è finita", ha aggiunto. Il presidente del Parlamento ha inoltre ribadito le condizioni di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz: "Le nostre posizioni sono chiare e lo Stretto non sarà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni, conformemente al memorandum d'intesa".
Media, l'esercito iraniano fornirà un addestramento militare di base ai civili
L'esercito iraniano ha in programma di avviare l'addestramento di volontari nell'ambito di un programma volto a preparare i cittadini alla "difesa nazionale", secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana West Asia News Agency (Wana) e riportato da Al Jazeera. Il generale di brigata Mohammad Reza Alian-Nejad, responsabile dell'addestramento e della formazione dell'esercito, ha dichiarato che il programma si svolgerà a partire da oggi presso tre strutture a Teheran. Alian-Nejad ha affermato che il personale proveniente dalle quattro branche dell'esercito sarà dislocato in diverse sedi designate come "presidi campali" per fornire ai volontari un "addestramento militare di base", seguito da corsi più avanzati.
Giordania, arrestato diciottenne per attacco hacker all'Fbi
Le autorità giordane hanno arrestato un diciottenne sospettato di appartenere a ShinyHunters, il gruppo di criminali informatici che ha rivendicato un furto di dati ai danni dell'Fbi. Lo riferisce la televisione pubblica Al Mamlaka, citando una fonte ufficiale giordana. Il giovane, cittadino giordano, è stato fermato la scorsa settimana. Sono in corso accertamenti sulle attività del gruppo e sulle organizzazioni a esso collegate, ha aggiunto la fonte, senza fornire ulteriori dettagli.
Procura portoghese apre indagine su concessione base Lajes a Usa
La procura portoghese ha aperto un'indagine sulla legittimità dell'autorizzazione concessa dal governo di Lisbona agli Stati Uniti per utilizzare la base aerea di Lajes, nelle Azzorre, durante la guerra con l'Iran. Lo ha reso noto la Procura generale portoghese, precisando che l'inchiesta è stata avviata in seguito a una denuncia presentata da esponenti del partito di sinistra Bloco de Esquerda. Il governo di centrodestra aveva autorizzato a marzo diversi voli di transito statunitensi attraverso la base, suscitando le critiche dei partiti di opposizione di sinistra.
Iran: arrestati 31 sospetti, smantellate 4 reti di sabotaggio legate a Usa e Israele
Le autorità iraniane hanno arrestato 31 persone accusate di appartenere a quattro reti sostenute da Stati Uniti e Israele e coinvolte in piani per fomentare disordini e compiere atti di sabotaggio nella provincia meridionale di Kerman. Lo ha reso noto il ministero dell'Intelligence iraniano, citato da Press Tv. Secondo Teheran, i sospetti operavano nella contea di Sirjan e avrebbero cercato di "adescare adolescenti e giovani", preparando inoltre "grandi quantità di molotov" da utilizzare per danneggiare le telecamere di sorveglianza urbana in vista di "disordini di strada e atti di sabotaggio".
Attacco aereo saudita sullo Yemen, esplosioni vicino l'aeroporto di Riad
Gli aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen, secondo quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim. Poche ore prima, diverse fonti arabe della regione hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto di Riad.
Medvedev: “Russia pronta a ruolo di mediazione con Usa”
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%. Russia e Iran, ha aggiunto, sono sottoposti a "sanzioni su vasta scala" e devono quindi sviluppare meccanismi alternativi di cooperazione finanziaria, ricordando che circa il 90% degli scambi tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai avviene ormai nelle rispettive valute nazionali.
Hegseth: “Blocco a Hormuz è ferreo, Trump ha tutte opzioni sul tavolo”
"Il nostro blocco è ferreo". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, assicurando che gli Stati Uniti mantengono il controllo dello Stretto di Hormuz e avvertendo Teheran delle possibili conseguenze se continuerà a "giocare" con il passaggio marittimo strategico. "L'Iran vuole giocare con cose come lo Stretto di Hormuz. Non lo controllano loro, lo controlliamo noi. Non sono riusciti a far passare letteralmente nulla", ha affermato Hegseth, invitando Teheran a "fare la scelta giusta". "Se non lo farà, il presidente avrà sul tavolo tutte le opzioni di cui ha bisogno. Ma non lascerà che questa situazione si prolunghi inutilmente. Sa qual è la missione e, quando ci verrà chiesto, siamo in grado di portarla a termine", ha aggiunto.
Axios, espulsi da Usa 2 membri delegazione Teheran all'Assemblea Onu
Due membri della delegazione iraniana all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York sono stati espulsi dagli Stati Uniti, diversi giorni dopo aver ricevuto l'ordine di lasciare il Paese. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense. "Il segretario Rubio fa sul serio. Altri due membri della delegazione iraniana sono stati trovati ancora a New York molto tempo dopo la conclusione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sono stati ora espulsi dal Paese", ha dichiarato il funzionario. Secondo la stessa fonte, i due diplomatici non avevano rispettato la richiesta del Dipartimento di Stato, rivolta lunedì alla missione iraniana presso le Nazioni Unite, di lasciare immediatamente gli Stati Uniti insieme al resto della delegazione.
Trump: “Iran è stato decimato, devo decidere se usare linea dura”
"Prenderò una decisione riguardo all'Iran. È stato decimato. L'unica domanda è si sceglie la via facile o la linea dura". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando ai giornalisti prima della partenza per l'Ohio.