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Guerra in Iran, le news del 5 ottobre. Trump: “Bombardieri trasferiti da Regno Unito per alcune minacce”

Guerra in Iran, le news del 5 ottobre. Trump: “Bombardieri trasferiti da Regno Unito per alcune minacce”
(reuters)
Shin Bet avverte il governo: “Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto”. Gli Usa ritirano i bombardieri dalla base Raf di Fairford. Il capo negoziatore Ghalibaf: "Hormuz resta chiuso"
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Gli Usa ritirano i bombardieri dalla base Raf di Fairford. Teheran contro Oslo per l’uso di Starlink. Il capo negoziatore Ghalibaf: "Lo Stretto resta chiuso se non saranno soddisfatte le nostre richieste". Il governo dello Yemen annuncia un'offensiva militare contro i ribelli filo-iraniani.

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Rubio ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu

Il segretario di Stato Marco Rubio ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre era in volo verso l'Europa. Lo riferisce il Dipartimento di Stato.

Trump, bombardieri trasferiti da Regno Unito per “alcune minacce”

Gli Stati Uniti hanno trasferitoi bombardieri dal Regn o Unito in seguito ad "alcune minacce". Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva se il Regno Unito fosse sicuro per le forze americane, il presidente ha detto: "Penso di sì. Ho un buon rapporto con il premier".

Ukmto: “Nave colpita nello Stretto di Hormuz, incendio a bordo”

Una nave cisterna è stata colpita nello Stretto di Hormuz e ha i motori in fiamme. Lo riferisce l'agenzia di monitoraggio britannica Ukmto. "Ukmto - si legge nel report - ha ricevuto la segnalazione di un incidente nello Stretto di Hormuz. Il comandante di una nave cisterna riferisce di essere stato colpito da un proiettile di origine ignota, che ha provocato un incendio nella sala macchine attualmente in fase di spegnimento da parte dell'equipaggio. Al momento dell'emissione di questo avviso, non si registrano vittime né impatti ambientali. Le autorità stanno indagando sull'accaduto".

Caso Flydubai, Israele non crede che altri membri dell'equipaggio fossero coinvolti

Israele non crede che altri membri dell'equipaggio del volo di Flydubai Fz1073 fossero coinvolti nel tentativo del copilota di far precipitare l'aereo mercoledì scorso. E' quanto rivela Channel 12, ripresa da Times of Israel, riportando che i membri dell'equipaggio sono stati interrogati negli Emirati Arabi Uniti da investigatori che hanno concluso che nessuno di loro era coinvolto nell'attacco terroristico. L'equipaggio è stato interrogato su richiesta di Israele, dopo che alcuni passeggeri avevano parlato di comportamenti strani da parte di altri membri dell'equipaggio.

Caso Flydubai, copilota: “L'ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire”

"L'ho fatto per vendicare Gaza, volevo morire da martire", ha dichiarato agli inquirenti il pilota omanita Hammam Al-Hammami durante l'interrogatorio negli Emirati. Lo riferisce Channel 12. In Israele, intanto, si sta cercando di capire se il pilota abbia agito da solo o se sia stato inviato da qualcun altro. La censura militare ha autorizzato la pubblicazione, questa sera, della notizia che lo Shin Bet stesso sta partecipando alle indagini sul terrorista

Media, Shin Bet partecipa alle indagini negli Emirati sul copilota omanita

Agenti dello Shin Bet si sono recati negli Emirati Arabi Uniti nei giorni scorsi per prendere parte alle indagini sul copilota omanita Hammam Al-Hammami, sospettato dell'aggressione e tentativo di dirottamento del volo FlyDubai. Lo riportano i media israeliani.

Pezeshkian: “Negoziare con gli Stati Uniti non ha alcun senso"

Negoziare con gli Stati Uniti "non ha alcun senso". Ad affermarlo, secondo quanto riferiscono media iraniani, è il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Finora ci hanno attaccato tre volte dopo i colloqui, e questo dimostra che non sono alla ricerca del dialogo; al contrario, il loro obiettivo è rovesciare la Repubblica Islamica dell'Iran", ha affermato Pezeshkian secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. "Con un nemico che ogni giorno ricorre ad omicidi, sanzioni, pressioni e minacce, e che non rispetta i propri impegni, i negoziati sono privi di significato", ha aggiunto.

Yemen: forti esplosioni udite a Riad vicino aeroporto

Forti esplosioni sono state udite questa sera a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, Paese preso ripetutamente di mira negli ultimi tempi dagli Houthi dello Yemen. Lo riferiscono residenti e un giornalista dell'Afp. Un abitante ha raccontato all'agenzia che un'esplosione è stata avvertita in zone non lontane dall'aeroporto internazionale e ha fatto "tremare le finestre".

Pezeshkian ha nominato Mehrdad Akhlaghi nuovo ministro della Difesa

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha nominato Mehrdad Akhlaghi, nuovo ministro della Difesa. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr. In precedenza Akhlaghi aveva guidato L'organizzazione delle industrie aerospaziali. Più recentemente, era stato un dirigente di alto livello presso il ministero della Difesa. Se la nomina sarà approvata dal Parlamento, Akhlaghi succederà al generale di brigata Aziz Nasirzadeh, morto in un attacco statunitense-israeliano contro l'Iran il 28 febbraio.

Pezeshkian: “Dopo ogni ispezione Aiea siti bombardati e scienziati assassinati”

"Non ha senso negoziare con un nemico che compie assassinii, impone sanzioni e pressioni quotidianamente e viola gli impegni. Ogni volta che sono arrivati gli ispettori dell'Aiea, sono stati individuati i nostri impianti nucleari e i nostri scienziati, poi gli impianti sono stati bombardati e gli scienziati assassinati". Così il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, riportato dal canale X di Al-Jazeera. "Il nostro problema con l'America - ha detto ancora - è che ogni volta che ci sediamo al tavolo delle trattative, ci impongono la guerra".

Trump: “Caro carburanti non più causato da Hormuz ma da problema delle raffinerie”

A far salire il prezzo della benzina "non è più lo Stretto di Hormuz", ma la situazione delle raffinerie. Lo afferma il presidente americano Donald Trump su Truth, sostenendo che dallo Stretto transitano ormai "quantità record di barili quasi ogni giorno". Il problema, secondo Trump, sono le raffinerie russe "fatte saltare in aria dall'Ucraina" e quelle americane che "vengono chiuse negli Stati blu, come la California, dai democratici". Nel messaggio il presidente usa il termine denigratorio "Dumocrats" per attaccare il partito avversario.

Media, Londra pronta a espellere 27 diplomatici di Israele

Il Regno Unito intende espellere 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata a Londra. Lo riporta Ynet riferendo che è quanto emerge da un messaggio che l'ambasciatore britannico ha trasmesso ai funzionari israeliani alla luce del peggioramento delle relazioni fra i due Paesi, i cui dettagli sono stati ottenuti dalla testata. Secondo Ynet, il messaggio trasmesso dall'ambasciatore recita che se non verrà revocata la decisione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est, dove lavorano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l'espulsione di 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata a Londra. La decisione di chiudere il consolato britannico e di revocare le credenziali diplomatiche dei suoi dipendenti entrerà in vigore questo giovedì. Di conseguenza decine di dipendenti locali sono stati licenziati e i diplomatici britannici si stanno preparando a partire.

Vance: “Pilota del volo Flydubai non doveva essere ai comandi”

"Quella persona non avrebbe dovuto pilotare un aereo di linea". Lo afferma il vicepresidente americano JD Vance, rispondendo a una domanda sul tentato dirottamento di un volo Flydubai. Secondo Vance, i precedenti della persona coinvolta avrebbero dovuto impedirle di essere ai comandi, pur precisando di non riferirsi a informazioni dell'intelligence statunitense. "Stiamo certamente esaminando le nostre procedure negli Stati Uniti per assicurarci che persone che rappresentano chiaramente un rischio per la sicurezza dei voli non si mettano ai comandi di un aereo", aggiunge.

Shin Bet avverte il governo, Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto

Durante il gabinetto politico-militare israeliano di ieri sera, il capo dello Shin Bet David Zini, ha presentato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante: Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Lo riferisce Channel 12. Secondo le valutazioni, Hamas mira a lanciare l'operazione in prossimità delle elezioni del 27 ottobre o nell'immediato periodo successivo, con l'intento di generare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa. L'apparato di sicurezza si sta preparando.

Herzog: “Israele sta proteggendo l'Occidente e il mondo libero

"Israele sta proteggendo l'Occidente e il mondo libero". Lo ha dichiarato il presidente israeliano, Isaac Herzog, in un'intervista a Fox mentre si avvicina il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre. Herzog ha difeso le operazioni militari condotte da Israele, sostenendo che il suo Paese non abbia cercato la guerra, ma stia combattendo per autodifesa. "Vogliamo la pace. Non abbiamo cercato questa guerra. Ci è stata imposta da terroristi orribili e barbari", ha proseguito Herzog, che si è quindi detto d'accordo - definendola "corretta" - con la posizione espressa dal presidente americano, Donald Trump, sulla minaccia rappresentata da Teheran. "Stiamo affrontando un impero del male che vuole davvero radicalizzare il mondo, conquistare il mondo libero e arrivare fino all'Europa e agli Stati Uniti", ha affermato.

Houthi: “Spazio aereo saudita non sicuro per i civili”

Gli Houthi filo-iraniani dello Yemen avvertono che lo spazio aereo saudita "non è sicuro" per l'aviazione civile e sarà teatro di operazioni militari. Lo riferisce la loro agenzia di stampa, mentre le forze governative yemenite, sostenute da Riad, annunciano una controffensiva.
Un organismo per l'aviazione civile istituito dagli Houthi ha rivolto "un avvertimento a tutte le compagnie aeree che operano nello spazio aereo saudita", definendolo "non sicuro". "Lo spazio aereo del regno saudita sarà teatro di operazioni delle nostre forze armate", si legge nel comunicato diffuso dall'agenzia.

Yemen, forze governative: “Al via offensiva contro gli Houthi a Sana’a”

Le forze governative dello Yemen, sostenute dall'Arabia Saudita, hanno annunciato l'avvio di un'offensiva sulla capitale Sana’a, dal settembre 2014 in mano agli Houthi che l'Iran da anni è accusato di sostenere. "Le nostre Forze Armate hanno lanciato un'offensiva strategica a Sana’a", comunica via X il portavoce, Majid al-Nuzayli.

Il ministro della Difesa Crosetto: “A Riad radar e batterie antimissili per difendersi da Iran e Houthi”

"L'Italia è stata uno dei Paesi che ha risposto prima degli altri alla richiesta di aiuti dell'Arabia Saudita, quando è iniziata questa assurda guerra" in Medio Oriente: lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una video-intervista concessa da Roma al giornale emiratino The National, datata 2 ottobre. "Abbiamo inviato radar, abbiamo inviato batterie antimissili.
Quindi abbiamo inviato assetti che potevano assistere tecnologicamente l'Arabia Saudita nella difesa dagli attacchi iraniani", ha aggiunto Crosetto, sostenendo che tali sistemi possono "assistere" Riad anche per "gli attacchi quando vengono da parte degli Houthi, come adesso".
Crosetto è anche tornato sulla questione della missione europea Aspides per tutelare la libera navigazione nel Mar Rosso, viste le tensioni nello stretto di Bab-el-Mandeb, sostenendo che l'Italia "è una delle nazioni che ci ha creduto fin dall'inizio", contribuendo con delle navi "che devono anche essere delle navi moderne", con caratteristiche di tecnologia e velocità "che consentano di svolgere la propria missione".
"L'abbiamo fatto con una nave, sempre presente. Siamo disposti anche a incrementare la presenza, ma quando vedremo da parte dell'Europa la stessa volontà di farlo", ha detto il ministro della Difesa.

Forze governative dello Yemen: “Ripreso il controllo di Bab el Mandeb”

Le forze governative yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab, e hanno interrotto la strada tra Dhubab e Mokha: lo ha dichiarato un portavoce militare, mentre il governo ha lanciato un'ampia operazione contro le forze Houthi. Lo riporta Iran International. Il colonnello Majed al-Nuzaili ha dichiarato che le Brigate dei Giganti e le forze dello Scudo della Nazione hanno messo in sicurezza lo stretto.

Il presidente israeliano Herzog chiede indagini sul 7 ottobre: “Attenti ai segnali d'allarme”

Nel suo discorso alla commemorazione dei caduti del 7 ottobre e nella guerra, il presidente israeliano Isaac Herzog ha chiesto un'indagine sulle circostanze che hanno portato alla strage "con determinazione, coraggio e imparzialità, e per capire come questo ci sia potuto accadere". Ha affermato: "Nessun lasso di tempo ci permette di eludere questo dovere. Ci sono conclusioni chiare che già conosciamo e che dobbiamo interiorizzare: non dobbiamo ignorare gli avvertimenti, i segnali preoccupanti. Dobbiamo anche guardare direttamente a ciò che sta accadendo in casa nostra, dentro di noi". Herzog ha affrontato le divisioni al centro della campagna elettorale: "Dobbiamo osservare e stare attenti ai segnali d' allarme, quelli che indicano divisioni e disaccordi pericolosi. Abbiamo il diritto di dissentire e persino il dovere di discutere, ma dobbiamo ricordare che chi oggi non è d'accordo con voi vivrà qui con voi domani. I nostri figli cresceranno nello stesso Paese e chiederanno di proteggerlo e di costruirne il futuro, insieme", ha detto.

Idf: “Ucciso un terrorista di Hamas che partecipò al 7 ottobre”

Un terrorista di Hamas che ha partecipato all'offensiva del 7 ottobre è stato ucciso in un attacco israeliano durante il fine settimana, lo hanno reso noto le Idf e lo Shin Bet. L'attacco di venerdì a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, ha ucciso Ibrahim Mustafa Suleiman Abu Awaimer, identificato dalle Idf come comandante di plotone della Forza Nukhba, l'unità d'èlite di Hamas che ha invaso Israele il 7 ottobre 2023. Le Idf affermano che recentemente Abu Awaimer era coinvolto nell'avanzare di attacchi contro truppe e civili israeliani, nonchè nel ripristinare le capacità di Hamas, "in sistematica violazione del cessate il fuoco", aggiungendo che è stato ucciso per "eliminare la minaccia che rappresentava".

Forze governative yemenite attaccano gli Houthi vicino a Bab el Mandeb

Le forze governative yemenite hanno attaccato le posizioni degli Houthi nel distretto di Dhubab, che domina lo strategico stretto di Bab el-Mandeb: lo scrive Reuters sul sito. Ieri il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato un'offensiva per riconquistare il territorio controllato dagli Houthi. Le Brigate dei Giganti, movimento filogovernativo, affermano che i loro primi contingenti sono giunti nella zona di Bab el-Mandeb.

7 ottobre: in Israele bandiere a mezz'asta alla Knesset

Le bandiere di Israele sono state abbassate a mezz'asta alla Knesset e alla residenza del Presidente, in concomitanza con l'inizio delle commemorazioni per il terzo anniversario della tragedia del 7 ottobre. Lo riporta Times of Israel. Oggi ricorre la giornata nazionale di commemorazione dell'evento, fissata a due giorni dopo la festività di Simchat Torah, ricorrenza durante la quale avvenne l'attacco nel 2023.

Hamas: “Il nostro dirigente Ali al-Amoudi è sopravvissuto al raid israeliano a Gaza”

L'alto funzionario di Hamas Ali al-Amoudi "è sopravvissuto" a un raid israeliano diretto contro di lui avvenuto sabato a Gaza City, nel quale sono rimaste uccise cinque persone: è quanto affermato dal dirigente del movimento politico-militare, Ghazi Hamad, in dichiarazioni riportate da Al Arabiya. Secondo fonti palestinesi, tra le vittime dell'attacco, confermato da Israele, ci sono quattro donne.

Iran: “Al momento non ci sono navi Usa a Hormuz e nei Golfi, sono fuggite”

Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che, per la prima volta, in questo momento non c'è nessuna nave statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e neppure nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano. "Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di mille chilometri dal territorio iraniano", ha sottolineato parlando alla tv di Stato.
"Lo spostamento delle forze – ha proseguito Fadavi – non è stata una scelta degli americani, ma è avvenuto in considerazione dell'autorità dell'Iran. Le navi da guerra americane sono vulnerabili al 100% rispetto agli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione".

Il capo Stato maggiore di Israele: “Un dovere indagare sul 7 ottobre”

Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha dichiarato che è "dovere" di Israele indagare a fondo sul massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023, al fine di garantire che ne vengano tratti i dovuti insegnamenti. "Un'intera nazione china il capo in segno di lutto. Ricordiamo i civili uccisi nelle loro case, i giovani usciti a ballare che non hanno più fatto ritorno, coloro che sono stati rapiti e uccisi durante la prigionia, i combattenti e le combattenti e tutti i soldati caduti, gli appartenenti alle forze di sicurezza e le squadre di soccorso ed emergenza che si sono lanciate nell'inferno e sono cadute in battaglia", ha dichiarato Zamir, nel ricordare il terzo anniversario del sanguinoso attacco di Hamas. "Porteremo con noi le loro storie e formeremo le future generazioni di comandanti e soldati ispirandoci al loro esempio. E' nostro dovere indagare e garantire che gli insegnamenti appresi vengano messi in pratica, affinché possiamo dimostrarci sempre più degni della fiducia che il popolo ha riposto in noi", ha aggiunto il capo di Stato maggiore secondo quanto riporta il Times of Israel.

Raid israeliano a Birzeit, demolito memoriale universitario

Secondo alcune testimonianze le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campus dell'Università di Birzeit, nella città di Ramallah, e hanno demolito un monumento dedicato a 40 studenti ed ex studenti uccisi dall'esercito israeliano negli ultimi decenni. L'incursione, avvenuta nelle prime ore del mattino, è l'ultima di una serie di attacchi israeliani contro la prestigiosa università.

Iran protesta per Starlink, convocato l’ambasciatore della Norvegia

L'Iran ha convocato l'ambasciatore norvegese a Teheran per protestare contro quella che ha definito la "continua inerzia" di Oslo in merito alle operazioni "non autorizzate" di Starlink, il servizio internet satellitare, all'interno del territorio iraniano, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Press Tv. Mohammad Hassannejad Pirkoohi, direttore generale del ministero degli Esteri iraniano, ha convocato domenica l'ambasciatore Paal Bjornestad per consegnargli una nota ufficiale di protesta. Durante l'incontro, Pirkoohi ha accusato gli Stati Uniti e Israele di "abusare" sistematicamente di Starlink, di proprietà della SpaceX del miliardario americano Elon Musk, "per promuovere agende interventiste" contro l'Iran.

Usa, rientrano i bombardieri usati in Iran partiti dalla base di Fairford

L'aeronautica militare statunitense ha riportato a casa i bombardieri di stanza presso una base aerea militare gestita dagli Stati Uniti in Inghilterra, utilizzati per colpire l'Iran, a seguito di un'indagine su un attentato terroristico pianificato presso la base Raf di Fairford. A riportare la notizia è il Times of Israel. I bombardieri sono stati ridispiegati nelle loro basi di origine negli Stati Uniti, secondo quanto riferito da un funzionario del Pentagono che non era autorizzato a discutere di movimenti militari sensibili e che ha parlato a condizione di anonimato. Osservatori del settore aeronautico, come la Military Air Tracking Alliance, hanno notato decine di bombardieri B-52 e B-1 operare dalla base Raf di Fairford sin dai primi giorni della guerra con l'Iran. Gli osservatori hanno notato un nutrito gruppo di bombardieri B-1 decollare dalla base anche nella giornata di domenica.

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