Cinque morti nel raid Houthi sul palazzo presidenziale di Aden
Secondo il ministro della Sanità yemenita, cinque persone sono state uccise e sedici ferite nell'attacco degli Houthi contro il palazzo presidenziale di al-Maashiq ad Aden. Lo riporta Al Jazeera
Media: “Il Pentagono vuole rinviare il rapporto sulla scuola colpita in Iran dopo le midterm”
Alti funzionari del Pentagono hanno espresso l'intenzione di rinviare la pubblicazione del rapporto interno sull'attacco a una scuola in Iran almeno fino a dopo le elezioni di metà mandato. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti. Il rinvio è destinato ad accentuare la pressione per ottenere il rapporto, chiesto a gran voce da mesi, e a sollevare dubbi sulla trasparenza del Pentagonò. Nel primo giorno di guerra in Iran, è stata colpita una scuola elementare uccidendo 150 persone, di cui 123 bambini
Yemen, il premier nel palazzo di Aden durante l’attacco: illeso
Il premier yemenita Shaya al-Zindani si trovava nel palazzo presidenziale di Aden quando gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno attaccato il complesso con missili, ma è rimasto illeso. Lo ha riferito all'Afp un ministro yemenita, rimasto anonimo. Il capo del governo "non ha riportato alcun danno" nell'attacco, ha precisato la fonte
Il Mar Nero sul tavolo del Consiglio Atlantico la prossima settimana
Il tema del Mar Nero, dopo gli attacchi alle navi denunciati da Bulgaria e Romania, sarà "all'ordine del giorno" di una riunione ordinaria del Consiglio del Nord Atlantico, "prevista per la prossima settimana". Lo fa sapere un funzionario della Nato
Ambasciatore di Israele a Roma: “La revoca del visto alla giornalista italiana? Stiamo verificando, ma è legittimo”
"Siamo venuti a conoscenza della vicenda e stiamo approfondendo. In ultima analisi, si tratta di una decisione del Ministero dell'Interno". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled nel corso di un briefing con la stampa nella sede dell'ambasciata a Roma rispondendo a una domanda sulla revoca del visto per Israele a una giornalista italiana, Martina Stefanoni, inviata di Radio Popolare. "Ogni cittadino straniero che entra in Israele deve passare attraverso i controlli di immigrazione e dogana, come avviene in qualsiasi altro Paese - ha detto ancora - Ogni Stato ha il diritto di negare l'ingresso a determinati cittadini per svariate ragioni. Non posso dirle quali siano i motivi specifici, ma posso confermarle che ci è stato chiesto di esaminare la questione. Come Ministero degli Esteri, abbiamo interpellato il Ministero dell'Interno per comprendere le ragioni alla base della decisione di non concederle il visto". "Si tratta - ha specificato - di un'autorizzazione di viaggio (Eta) elettronica. Stiamo approfondendo. Non saprei dirvi di più, perché non ne sono al corrente. In linea di principio, però, ogni Paese ha il diritto di negare o meno l'ingresso a un cittadino straniero per svariati motivi: ad esempio, se ha precedenti penali o se, non saprei, desta sospetti. Non so quale sia la situazione in questo caso, ma spero che a brevissimo ne verremo a conoscenza e potremo comunicarvelo"
Yemen, almeno quattro morti nell’attacco Houthi al palazzo presidenziale ad Aden
Il palazzo della presidenza del governo yemenita in esilio, e riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato preso di mira con cinque missili dagli Houthi, che controllano ampie parti dello Yemen tra cui la capitale Sanàa. Secondo al-Arabiya, tutti i ministri ed il premier Shaya al-Zindani sono salvi, mentre sono rimaste uccise due guardie del capo del governo e almeno altre due persone. Si contano anche sei feriti. Fonti yemenite a Sky News Arabia hanno confermato che ci sono vittime nell'attacco missilistico contro il palazzo presidenziale di Aden, città roccaforte del governo in esilio, aggiungendo che tutte le strade che conducono al palazzo al-Maashiq sono state chiuse. Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco, sostenendo di preso di mira il quartier generale, sito all'interno della presidenza, che supervisiona le operazioni militari saudite contro il gruppo filo-iraniano. L'attacco "fa parte della strategia dichiarata per colpire le loro forze (saudite, ndr) ovunque si trovino", hanno dichiarato gli Houthi
Iran: petroliera in fiamme nel Golfo di Oman "in zona vietata"
Una petroliera ha preso fuoco nel Golfo di Oman mentre tentava di attraversare un'area dichiarata interdetta dall'Iran. Lo ha riferito l'esercito iraniano in un comunicato ripreso dalla televisione di Stato. Non sono al momento chiare le cause dell'incendio nè eventuali responsabilità.
"Alcune ore fa le squadre di sorveglianza della Marina dell'esercito hanno individuato una petroliera non in regola che aveva preso fuoco", si legge nella nota. Secondo i militari, la nave "aveva spento i sistemi di tracciamento e stava tentando di attraversare la zona vietata".
Il Centcom, il comando americano responsabile delle operazioni militari nella regione e impegnato nel blocco dei porti iraniani, non ha rilasciato commenti immediati.
I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato a settembre i confini dell'area interdetta, dopo una proposta del responsabile della sicurezza Mohsen Rezaei. Il portavoce Hossein Mohebi aveva spiegato che la zona comprendeva "una parte del Mar di Oman e un'altra del Mar Arabico, lungo la rotta che può condurre allo Stretto di Hormuz". Teheran aveva avvertito che le navi non conformi alle disposizioni sarebbero state sottoposte a sanzioni, senza minacciare esplicitamente azioni militari.
Netanyahu: “Ho parlato con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa”
Durante una conferenza con la comunità drusa oggi, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha rivelato di avere avuto un colloquio telefonico con il presidente siriano Ahmed al-Shara, riferendo di aver effettuato lui la telefonata e che "si è trattato di una conversazione molto breve e incisiva, e il massacro si è fermato. Farò tutto il necessario per proteggere i nostri fratelli drusi, c'è ancora molto da fare, non posso rivelare tutto", ha affermato Netanyahu. Il riferimento è agli scontri avvenuti a Sweida, nel sud della Siria, nel luglio 2025, in cui sono rimasti uccisi tremila drusi secondo quanto riportato dalla comunità drusa in Israele.
Netanyahu convoca riunione di sicurezza su Iran e attacchi
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu terrà questa sera una riunione sulla sicurezza con la partecipazione dei vertici della difesa. Lo riferiscono i media israeliani. Alla riunione prenderanno parte il capo dell'Idf Eyal Zamir, i direttori del Mossad e dello Shin Bet Roman Gofman e David Zini, e il ministro della Difesa Israel Katz. Secondo le stime, la discussione verterà sulle preoccupazioni israeliane sul ripristino del programma nucleare di Teheran, nonché sulla preparazione a vari scenari, tra cui un attacco a sorpresa o tentativi di sabotare le elezioni.
Yemen, oltre 200mila sfollati. L’escalation ha interrotto le forniture di cibo
Oltre 200mila persone sono state sfollate in Yemen a causa della diminuzione delle scorte alimentari e di carburante seguiti all'aumento dei combattimenti. Sono dati del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc). Alison Bottomley, responsabile delle attività di sensibilizzazione presso l'Nrc, ha dichiarato ad Al Jazeera che lo Yemen stava già vivendo "una delle più grandi crisi umanitarie al mondo" prima dell'ultima escalation. Ora, a Taiz, il continuo spostamento delle linee del fronte sta isolando i civili e impedendo l'ingresso di rifornimenti essenziali, e alcune fonti indicano un aumento del 50% dei prezzi dei generi alimentari nella zona, ha affermato. Le scorte di farina potrebbero esaurirsi entro poche settimane, mentre la carenza di carburante minaccia l'accesso all'acqua, ha avvertito.
Bottomley ha affermato che in alcune aree i siti di accoglienza per sfollati supportati dall'Nrc hanno raddoppiato le loro dimensioni, con famiglie che arrivano senza i beni di prima necessità. "Tutti coloro che si stanno spostando se ne sono andati senza portare nulla con sé", ha detto.
“Fu spionaggio per conto dell'Iran”: condannati due uomini in Germania
In Germania due uomini sono stati condannati a diversi anni di carcere per attività di spionaggio per conto dell'Iran e per tentata complicità in omicidio e incendio doloso aggravato. La Corte d'appello anseatica ha condannato un uomo di 54 anni a otto anni e mezzo di reclusione, mentre un uomo di 43 anni è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione. Il tribunale di Amburgo ha ritenuto provato che i due uomini, residenti in Danimarca, avessero sorvegliato - con l'obiettivo di ucciderli - il presidente del Consiglio centrale degli ebrei, Josef Schuster, e il presidente della Società tedesco-israeliana, Volker Beck. Inoltre, il 54enne avrebbe predisposto un attentato incendiario contro un negozio di alimentari kosher a Berlino. Secondo la Procura federale, il 54enne danese di origini afghane avrebbe ricevuto i suoi incarichi direttamente da ufficiali delle cosiddette Brigate Al-Quds, l'unità estera delle Guardie della Rivoluzione iraniane, e si sarebbe poi messo in contatto con il 43enne.
Netanyahu in visita al cantiere della nuova barriera al confine con la Giordania
"Stiamo costruendo un'enorme barriera da Yarmuk a Eilat, per proteggere i cittadini di Israele e impedire a chiunque di pensare anche solo di invadere il nostro territorio. Ai nemici diciamo: non metteteci alla prova". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in visita nella Valle del Giordano insieme al ministro della Difesa Israel Katz, al cantiere di costruzione di una nuova barriera lungo il confine orientale con la Giordania.
Rinviato vertice con Paesi Golfo previsto a Riad
Il secondo vertice tra l'Unione europea e il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), inizialmente previsto per il 24 ottobre 2026 a Riad, in Arabia Saudita, è stato rinviato. Ne ha dato notizia l'Ue in una nota affermando che la nuova data del summit sarà annunciata a tempo debito. "Il partenariato tra l'Ue e il Ccg riveste una grande importanza strategica per entrambe le regioni. L'Ue resta impegnata ad approfondire tale partenariato e a mantenere lo slancio creatosi dopo il primo vertice dell'ottobre 2024", si legge nella nota.
Arabia Saudita: "Intercettato missile sulla regione di Medina"
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha affermato di aver intercettato un missile nella regione di Medina, città santa dell'islam; il Regno è bersaglio di ripetuti attacchi da parte degli Houthi dello Yemen. "Intercettazione e distruzione di un missile da crociera nella regione di Medina", ha scritto su X il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, senza specificarne la provenienza
Nel 2027 al via costruzione ferrovia Rasht-Astara tra Iran e Russia
La Russia e l'Iran prevedono di iniziare il prossimo anno la costruzione della linea ferroviaria Rasht-Astara, nel nord dell'Iran, il cui completamento è previsto entro tre anni. Lo ha dichiarato Serghei Pavlov, primo vice direttore generale delle Ferrovie Russe (Rzd).
"L'avvio dei lavori è previsto per il prossimo anno", ha affermato Pavlov a margine dell'ottavo forum internazionale "Nuova Via della Seta" su trasporti e logistica, tenutosi ad Astana. Pavlov ha inoltre aggiunto che, in base agli accordi intergovernativi, l'opera dovrà essere ultimata nell'arco di tre anni.
"Il progetto è in corso; le attività di rilevamento sono già a pieno ritmo. Erano iniziate all'inizio di quest'anno, hanno subito una pausa a causa di operazioni militari, ma ora sono riprese a pieno regime", ha spiegato.
Russia e Iran hanno avviato i lavori di rilevamento per la linea Rasht-Astara nel maggio dello scorso anno. Il progetto prevede la posa di 162 km di binari e la costruzione di 8 nuove stazioni, 56 viadotti, 73 ponti e 30 cavalcavia. La tratta farà parte del corridoio di trasporto internazionale 'Nord-Sud'. Il costo complessivo dell'opera è di 1,6 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi saranno coperti dalla Russia. Una volta completata, si stima che la ferrovia potrà trasportare almeno 15 milioni di tonnellate di merci all'anno.
Il corridoio 'Nord-Sud' collega il Nord Europa con gli Stati che si affacciano sul Golfo Persico e sull'Oceano Indiano, passando attraverso la Russia, il Caucaso e l'Asia centrale. L'accordo per la creazione di questo corridoio è stato firmato nel 2000 da Russia, Iran e India; attualmente, il progetto conta 12 Stati membri. Il corridoio si articola in tre percorsi: uno occidentale, lungo la costa occidentale del Mar Caspio; uno orientale e un percorso trans-caspico, che attraversa il Mar Caspio.
Israele ostacola la base a Gaza prevista dal piano di Trump
Secondo quanto riportato dal Guardian, Israele sta bloccando la costruzione di una base militare a Gaza, destinata alle forze internazionali nell'ambito del piano per l'enclave palestinese elaborato dal 'Board of Peace' voluto da Donald Trump.
Citando una fonte informata sui fatti, il quotidiano britannico riferisce che Israele non ha ancora autorizzato l'avvio dei lavori, a due mesi dall'assegnazione di un appalto a un'azienda statunitense per la realizzazione di un avamposto capace di ospitare 150 militari; al momento, l'ingresso a Gaza di appaltatori e autocarri risulta bloccato.
"Israele non apre il confine", afferma la fonte, sottolineando che, senza lo spiegamento della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) a Gaza, "è impossibile procedere alla ricostruzione". "Manca la sicurezza. Non arrivano le attrezzature edili. Non è possibile installare le infrastrutture di base né i servizi essenziali per la sopravvivenza, perché senza la Forza di Stabilizzazione Internazionale non si può entrare", ha denunciato la fonte, aggiungendo che, secondo il 'Board of Peace', Israele darà il via libera al progetto dopo le elezioni della Knesset, previste per il 27 ottobre.
Cnn: “Gli Usa valutano di usare ‘la madre di tute le bombe’ contro l’Iran”
La MOAB, GBU-43/B Massive Ordnance Air Blast Bomb, soprannominata Mother Of All Bombs è l’ordigno più potente – non nucleare – a disposizione dell’esercito Usa. Secondo fonti della Cnn, gli Stati Uniti ne starebbero valutando l’uso nel conflitto con l’Iran.
Rapporto Ong, 2mila bimbi palestinesi detenuti da 2023
Sarebbero oltre duemila i bambini palestinesi detenuti dalle forze israeliane dall'ottobre 2023 a oggi. Lo si legge in un rapporto della Palestinian Prisoner's Society citato da Al Jazeera, secondo il quale 350 di questi si trovano in "condizioni durissime". Nel rapporto, la Ong palestinese afferma che, nei confronti dei bambini, sono usate pratiche che vanno da "intimidazione e arresto" fino alla "tortura, la privazione di cibo e la negazione dell'assistenza sanitaria". Per l'organizzazione, la politica israeliana di detenzione costituisce "un'ulteriore violazione e un crimine che lascia i minori di fronte all'ignoto, privandoli della stabilità familiare e scolastica". Il gruppo ha invocato un "intervento internazionale concreto" volto a garantire la liberazione dei minori detenuti arbitrariamente.