L’ambasciatore Usa in Israele: “Terrorista chi ha aggredito Levine”
L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha condannato l'attacco alla fotoreporter americana Heidi Levine avvenuto ieri sera, definendolo sul suo account X un "attacco vile e codardo". Ha aggiunto: "I dettagli del caso sono oggetto di indagine, ma chiunque abbia aggredito una giornalista disarmata dovrebbe finire in prigione per anni. Abbiamo chiesto la piena applicazione della legge nei confronti di coloro che vi hanno preso parte. Questo è terrorismo perpetrato da codardi mascherati".
Usa: “Il 97% delle navi che tenta di attraversare Hormuz ci riesce”
Le Forze armate statunitensi hanno affermato che la "stragrande maggioranza" degli attacchi iraniani contro le navi nello Stretto di Hormuz non ha successo. Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, Tim Hawkins, ha dichiarato a Fox News che il 97% delle imbarcazioni che ha tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz "c'è riuscito senza essere colpito da un proiettile iraniano".
"Le forze armate statunitensi hanno contribuito a fornire una protezione coordinata a migliaia di navi che hanno transitato in sicurezza", ha aggiunto. Hawkins ha definito "ingiustificati" gli attacchi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) contro le navi, aggiungendo che "non stanno raggiungendo il loro obiettivo di chiudere lo Stretto di Hormuz".
Netanyahu: “Servono prove serie sull’attacco in Cisgiordania ai diplomatici”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sollevato dubbi sulla responsabilità dei coloni nell'aggressione ai diplomatici europei a Taybeh, in Cisgiordania, denunciando "timori di una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei in Giudea e Samaria proprio durante il periodo della raccolta delle olive".
"I filmati diffusi mostrano individui a volto coperto che affrontano un veicolo diplomatico. Altre immagini ritraggono un finestrino infranto e una persona a terra. Tali elementi, presi singolarmente, non chiariscono l'esatta dinamica degli eventi nè le responsabilità dei singoli individui. La vicenda è attualmente oggetto di indagine", ha sottolineato l'ufficio del premier.
Idf: “Uccisi a Gaza quattro terroristi di Hamas negli ultimi tre giorni”
Il portavoce dell'Idf riferisce di avere ucciso negli ultimi tre giorni, in raid distinti nella Striscia di Gaza, quattro terroristi di Hamas: sono Abd al-Jawad Juda; Ubaida Suhail Hamad Murtaja, Adham Khalil Mohammed Marouf e Mahmoud Khaled Mohammed Madhoun. "I terroristi promuoverano attacchi contro le truppe dell'Idf ed erano convolti nella riabilitazione delle capacità militari di Hamas", riporta l'Idf, secondo cui Marouf si era inoltre infiltrato in Israele durante l'attacco del 7 ottobre 2023.
Il Belgio condanna l’attacco ai diplomatici: ”Sanzioni ai coloni”
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato l'attacco di coloni a diplomatici europei a Taybeh, in Cisgiordania, sottolineando su X che "questa violenza è inseparabile dalla politica illegale degli insediamenti israeliani". "Il Belgio condanna l'espansione delle colonie e i tentativi di espellere con la forza i palestinesi dalle loro terre", ha aggiunto sottolineando che "continuerà a spingere affinchè l'Unione europea adotti sanzioni contro i responsabili di tali violenze e coloro che li sostengono".
"In quanto potenza occupante, le autorità israeliane devono proteggere i palestinesi, garantire la sicurezza di diplomatici e giornalisti e assicurare i responsabili alla giustizia.
L'impunità dei coloni violenti deve finire", ha affermato Prevot.
Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar: “Condanno attacco a Taybeh, in contatto con gli ambasciatori dei Paesi coinvolti”
"Condanno fermamente i gravi atti di violenza commessi da rivoltosi israeliani nell'area di Taybeh. Il ministero degli Esteri è in contatto con gli ambasciatori dei Paesi coinvolti, al fine di fornire assistenza alle forze dell'ordine nell'identificare gli aggressori e assicurarli alla giustizia". Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. "Senza sminuire la gravità dell'accaduto, è spiacevole che la visita non sia stata preventivamente coordinata con l'Idf. Tale coordinamento avrebbe potuto contribuire a garantire la sicurezza dei visitatori", ha aggiunto Sa’ar.
Cisgiordania, aggredito dai coloni un sindaco francese che partecipava al convoglio diplomatico
Coloni israeliani hanno attaccato oggi un convoglio di diplomatici europei che facevano una visita in Cisgiordania ed hanno aggredito un sindaco francese. Lo hanno dichiarato all'Afp un testimone e due diplomatici. C'è anche un video condiviso da uno dei diplomatici che mostra Bernand Baudoux, 78enne sindaco di sinistra di Aulnoue-Aymeries, nel nord della Francia, sdraiato per terra accanto alla macchina. Due diplomatici e un testimone locale hanno confermato la sua identità alla Afp. Uno dei diplomatici ha precisato che il sindaco non è in pericolo di vita.
Esercito israeliano: “La visita diplomatici a Taybeh non era coordinata, aperta un'indagine”
L'Idf "'condanna fermamente il grave atto di violenza avvenuto nell'area di Taybeh, nel corso del quale alcuni rappresentanti diplomatici sono stati aggrediti da rivoltosi israeliani". Secondo una nota del portavoce, la polizia e l'Idf sono in loco ora nell'ambito dell'indagine aperta. "La visita del consolato non era stata coordinata con l'esercito - sostiene l'Idf - e tale coordinamento è fondamentale per prevenire incidenti di questo tipo". "Secondo un accertamento preliminare, al momento dell'aggressione non erano presenti soldati sul posto. Tutte le circostanze legate all'episodio saranno oggetto di esame" aggiunge l'Idf.
Arabia Saudita: “Intercettati droni su Riad e altre regioni”
La difesa saudita ha riferito di aver intercettato quattro droni lanciati dai ribelli yemeniti Houthi su Riad e altre regioni del Regno wahabita. "Nelle ultime ore abbiamo intercettato e distrutto quattro droni nelle regioni di Riad, della Provincia Orientale e al sud", ha scritto su X Turki al-Malki, portavoce della coalizione a guida saudita che combatte contro i ribelli filo-iraniani.
Figlia della reporter del Washington Post aggredita in Cisgiordania: “I coloni le hanno quasi staccato un dito”
I coloni che hanno aggredito la fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, le hanno quasi staccato un dito. E' quanto denunciato dalla figlia Ashley Milner all'Associated Press, sottolineando che un dito della mano sinistra di sua madre è stato tagliato fino all'osso, tanto che un tendine era visibile ed era quasi completamente staccato dalla mano. La madre è stata sottoposta a un intervento chirurgico e ha riportato diverse lesioni, tra cui la frattura di costole e vertebre.
Coloni israeliani aggrediscono diplomatici europei a Taybeh in Cisgiordania
Coloni israeliani hanno attaccato un gruppo che comprende anche diplomatici europei nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, nei pressi di Ramallah. Sul posto sono presenti diplomatici belgi, polacchi e francesi, tra cui il console francese a Gerusalemme secondo quanto riportato dagli attivisti sul campo e dalla radio militare. I coloni mascherati e muniti di bastoni hanno lanciato pietre contro i veicoli diplomatici.
Wsj, Iran fornisce dati e intelligence agli Houthi per raid
Il sostegno dell'Iran ha permesso agli Houthi di sferrare gli attacchi più potenti e sofisticati mai condotti finora contro l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti. Tale supporto include assistenza nell'individuazione degli obiettivi per attacchi con droni e missili, oltre a addestramento, intelligence e guida tattica. Lo riferiscono al Wall Street Journal fonti informate provenienti dall'Arabia Saudita e dall'alleanza yemenita che si oppone agli Houthi. Secondo le fonti l'aiuto avrebbe favorito un'offensiva che avrbebe portato a rapidi guadagni territoriali nello Yemen. Il gruppo militante controlla ora il tratto di costa che si affaccia sullo stretto di Bab el-Mandeb - un punto di passaggio cruciale per le esportazioni petrolifere saudite - e ha lanciato attacchi contro petroliere, infrastrutture energetiche e aeroporti sauditi; tra questi, un'azione che lo scorso fine settimana a Riad ha causato la morte di almeno 13 persone. Il contributo dell'Iran evidenzia la capacità di Teheran di sfruttare i propri legami con le milizie mediorientali, come gli Houthi, per intensificare la pressione nella regione. "Il legame è molto, molto forte a livello operativo", ha affermato Danny Citrinowicz, ex capo della sezione Iran presso l'intelligence della difesa israeliana. "L'Iran ha un interesse fondamentale nel successo degli Houthi: ciò danneggia l'Arabia Saudita e fa salire i prezzi del petrolio. Si tratta dunque di un interesse strategico condiviso, che non si basa su un rapporto di subordinazione tra cliente e protettore, bensì su una cooperazione strategica".
Pasdaran ribadiscono chiusura Hormuz: “Vietato transito alle navi”
"Lo Stretto di Hormuz è chiuso e il passaggio di navi di diverse nazionalità attraverso lo stretto è vietato". Lo ha ribadito la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna. I Pasdaran hanno inoltre avvertito che le navi che violano le disposizioni iraniane rischiano conseguenze analoghe a quelle subite da una superpetroliera che, secondo precedenti notizie, ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato una mina navale. "La conseguenza per le navi che violano le norme iraniane nello Stretto di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia nell'esercito terrorista americano", hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione. Da ieri sono stati segnalati attacchi contro almeno altre due petroliere al largo delle coste dell'Arabia Saudita.
Pakistan: “Raid nel golfo preoccupanti per nostra economia”
Gli attacchi alle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo preoccupano il Pakistan per le conseguenze sui prezzi e sulle prospettive economiche a lungo termine. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Muhammad Aurangzeb in un'intervista all'Afp a margine delle riunioni annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale a Bangkok. Il ministro ha assicurato che il Paese dispone di approvvigionamenti energetici sufficienti fino a novembre e sta predisponendo piani per l'inverno, quando il fabbisogno delle famiglie aumenta sensibilmente. "Non abbiamo avuto né carenze né code alle stazioni di servizio nè problemi di ordine pubblico, come abbiamo talvolta osservato in alcuni Paesi", ha sottolineato. A preoccupare Islamabad è soprattutto il rischio che i danni agli impianti prolunghino la crisi anche dopo un'eventuale riduzione delle ostilità. "Se le infrastrutture continueranno a essere colpite, il ritorno alla normalità, anche se la situazione si calmerà, richiederà più tempo", ha avvertito Aurangzeb. I prezzi mondiali dell'energia sono aumentati dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, con gli attacchi israelo-americani contro l'Iran e le rappresaglie di Teheran contro gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, che hanno ridotto i flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz. Negli ultimi giorni gli Houthi yemeniti filoiraniani hanno inoltre intensificato gli attacchi contro infrastrutture saudite, tra cui impianti energetici e aeroporti.
Pezeshkian: “Progressi tecnologici per scoraggiare attacchi nemici”
"Possiamo fare molto meglio rispetto alla situazione attuale, affinché l'Iran raggiunga una posizione tale che nessun nemico osi attaccarlo". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante l'inaugurazione di alcuni istituti scolastici a Islamshahr, nei pressi di Teheran, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Tasnim. Pezeshkian ha sottolineato che i recenti progressi dell'Iran nelle "tecnologie avanzate, compresa la produzione di missili, dimostrano le preziose risorse umane e le capacità scientifiche del Paese". Il presidente ha inoltre evidenziato che "l'istruzione svolge un ruolo fondamentale nella formazione di persone capaci di raggiungere questo obiettivo".
Media, erede Sinwar ferito da raid israeliani
Ali al-Amoudi, esponente di alto livello di Hamas nella Striscia di Gaza, è rimasto ferito due settimane fa in un'operazione delle forze israeliane (Idf). Lo afferma una fonte di alto livello di Hamas citata da Asharq Al-Awsat, precisando che viene assistito in un "luogo sicuro" ed è in "buone condizioni" dopo il raid che ha preso di mira l'appartamento in cui si trovava. Lo scorso 3 ottobre media palestinesi riferivano di cinque persone - fra le quali quattro donne - morte in un attacco aereo attribuito a Israele che aveva colpito un edificio a ovest di Gaza City. E le forze israeliane (Idf) confermavano un'operazione nel "tentativo di eliminare il terrorista Ali Ahmed Al-Amoudi", descritto come il numero due dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, braccio destro del defunto leader del gruppo Yahya Sinwar e oggi esponente di più alto livello di Hamas nell'enclave palestinese.
Ukmto: “Petroliera colpita al largo della costa saudita”
Nuova segnalazione di Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) su quanto avvenuto nelle scorse ore al largo della costa saudita. In un nuovo avviso diffuso via X Ukmto riferisce di aver ricevuto informazioni di un "incidente" avvenuto ieri a 78 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl, in Arabia Saudita, precisando che il comandante di una petroliera ha riportato di un attacco con "un Rpg" lanciato da una "piccola" unità navale, che ha provocato danni. Nessuna conseguenza per l'equipaggio, si legge. In precedenza Ukmto segnalava una petroliera colpita ieri da "un proiettile di origine ignota" a 68 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl precisando che l'equipaggio è stato trasferito
Iran a Usa: “Nomi bombe non contano, sono stati i nostri missili a cambiare equilibri”
"Nomi e dimensioni delle bombe non hanno importanza!". Lo scrive in un post su X Majid Ibn al-Reza, ministro della Difesa ad interim del governo iraniano, in quello che appare come un messaggio per Donald Trump e gli Stati Uniti dopo che la Cnn ha riportato che gli Usa starebbero valutando la possibilità di impiegare la 'madre di tutte le bombe' (Moab) per colpire infrastrutture energetiche e siti associati al programma nucleare dell'Iran qualora il tycoon dovesse ordinare la ripresa delle operazioni contro la Repubblica islamica. "Le vostre bombe esploderanno altrove: nella vostra reputazione a livello globale, nell'economia americana e anche nei vostri calcoli elettorali", incalza al-Reza, a pochi giorni dal voto di Midterm negli Usa, come rilancia la tv satellitare al-Jazeera. E aggiunge: "E' stata la nostra potenza missilistica ad aver cambiato gli equilibri".
Fotografa del Washington Post aggredita da coloni ha 4 vertebre fratturate
La fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, ha riportato quattro vertebre fratturate, una costola rotta e ferite su tutto il corpo dopo essere stata aggredita da coloni israeliani mentre documentava la raccolta delle olive ad Abu Falah, vicino a Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha riferito il quotidiano americano. Secondo una fonte vicina alla fotografa citata dall'Efe, Levine sarà operata questa mattina all'ospedale Beilinson, in Israele.
L'aggressione è avvenuta ieri, mentre la giornalista seguiva la raccolta insieme ad altri reporter e attivisti. Circa cinquanta coloni, perlopiù giovani vestiti di nero e con il volto coperto, hanno iniziato a lanciare pietre con le fionde e ad attaccare i presenti con mazze. Levine ha raccontato da un letto d'ospedale a Ramallah di essere caduta a terra e di essere stata colpita ripetutamente per circa dieci minuti. Il giubbotto antiproiettile e il casco con la scritta "Press" hanno attutito i colpi. I coloni le hanno rubato macchine fotografiche, passaporto, telefono e portafoglio.
Coloni attaccano raccolta olive in Cisgiordania, 2 feriti
Due palestinesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco delle forze israeliane durante un attacco di coloni contro agricoltori a Deir Ammar, a ovest di Ramallah. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo l'emittente, nel villaggio di Burqa, nel distretto di Ramallah, militari israeliani e coloni hanno impedito ai contadini palestinesi di raccogliere le olive. Altri coloni hanno distrutto ulivi nella piana di Beit Furik, a est di Nablus, nel nord della Cisgiordania.
Axios, stop Usa a raid contro missili iraniani a Hormuz
La Casa Bianca ha sospeso gli attacchi contro i missili e i droni iraniani nello Stretto di Hormuz per evitare un'escalation prima delle elezioni. Lo riferisce Axios, citando un funzionario americano. Secondo la fonte, la sospensione dei raid ha incoraggiato Teheran a intensificare gli attacchi per far salire i prezzi del petrolio ed esercitare pressioni sul presidente Donald Trump.
Pasdaran: “Superpetroliera urta mina a Hormuz, in fiamme”
Una superpetroliera carica di oltre due milioni di barili di greggio ha urtato una mina navale nello Stretto di Hormuz, provocando una forte esplosione e un vasto incendio. Lo ha annunciato la Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniani, secondo cui la nave stava tentando di attraversare lo stretto lungo una rotta non autorizzata.
Baghdad: “Oggi la riunione dell’Oci, Araghchi arrivato a Baghdad”
Si aprono oggi a Baghdad i lavori della riunione di ministri degli Esteri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci). Nella capitale irachena è arrivato il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, che ha in agenda bilaterali a margine del summit, come riporta l'agenzia ufficiale iraniana Irna senza altri dettagli. Al centro della riunione, che si concluderà domani, gli sviluppi nella regione.
Unicef, 'dal cessate il fuoco a Gaza sono morti oltre 340 bambini'
Secondo un portavoce dell'Unicef, gli attacchi israeliani a Gaza hanno causato la morte di oltre 340 bambini e il ferimento di centinaia di altri da quando è entrato in vigore l'accordo di "cessate il fuoco" dell'ottobre 2025. Lo scrive Al-Jazeera.
Nel corso di un briefing con la stampa presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Ricardo Pires ha dichiarato che gli attacchi contro i palestinesi sono proseguiti "nel contesto del perdurante blocco" della Striscia di Gaza.
"Negli ultimi quindici giorni, gli attacchi hanno provocato la morte di cinque bambini e due bambine", ha affermato Pires.
"Almeno altri 33 minori hanno riportato gravi ferite".
Circa 800.000 bambini a Gaza continuano a essere sfollati; la maggior parte di loro trova rifugio in tende o in edifici non sicuri. Pires ha sottolineato che le condizioni sono destinate a peggiorare nei prossimi mesi invernali, segnando il quarto anno consecutivo in cui i bambini palestinesi si troveranno a vivere in condizioni inabitabili e disumane.
Wsj, 'Hezbollah chiede a Beirut restituzione esplosivo sequestrato'
Hezbollah ha comunicato alle autorità di sicurezza libanesi di volere la restituzione di oltre 450 chilogrammi di esplosivo sequestrati la scorsa settimana, dando vita a un insolito scontro pubblico con un governo che si è impegnato a smilitarizzare il gruppo militante sostenuto dall'Iran. Lo scrive il Wall Street Journal.
La richiesta giunge dopo che il governo ha intercettato un veicolo carico di armi e ha arrestato i due conducenti.
Hezbollah ha poi dichiarato apertamente di essere il proprietario del camion e del carico e che i suoi funzionari li rivolevano indietro.
Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, il camion, che trasportava esplosivo plastico C-4 e Tnt, era in viaggio dalla storica roccaforte di Hezbollah nella valle della Bekaa verso la zona di Beirut. Hassan Fadlallah, membro del parlamento libanese di Hezbollah, ha affermato che il gruppo intendeva utilizzare gli esplosivi per sostenere il suo scontro con le truppe israeliane che occupano ampie zone del Libano meridionale. Ha criticato il governo libanese per aver ostacolato gli sforzi di Hezbollah nella lotta contro Israele e per aver reso pubblica la notizia del sequestro.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam e il presidente Joseph Aoun hanno fatto del disarmo di Hezbollah un obiettivo politico prioritario sin dal loro insediamento lo scorso anno. "Nessuna indulgenza, nessuna chiusura", ha dichiarato Salam annunciando il sequestro degli esplosivi. "Comprendo la preoccupazione dei cittadini libanesi in seguito alle notizie sul sequestro di questo camion e del materiale che trasportava, soprattutto perché l'esplosivo C-4 è stato utilizzato in diversi noti assassinii politici nella storia moderna del Libano".
Yemen: esercito, catturata squadra Houthi specializzata in droni
Le forze governative yemenite dichiarano di aver catturato una squadra di Houthi specializzata nel pilotaggio e nel controllo di droni nella provincia sud-occidentale di Taiz. Lo riporta Al Jazeera.
In un comunicato pubblicato su Facebook, la 35 Brigata corazzata dell'esercito ha affermato che le sue truppe hanno arrestato la squadra sul fronte di al-Aqrud-Kahlan, a sud-est di Taiz.
L'annuncio giunge in un momento in cui a Taiz si sta assistendo a un'escalation dei combattimenti, con il peggioramento delle condizioni umanitarie e migliaia di sfollati a causa degli scontri e delle restrizioni sulle vie di rifornimento.
Yemen: missili contro aeroporto Aden, evacuati 612 passeggeri
Il ministro dei Trasporti del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha affermato che un attacco missilistico contro l'aeroporto internazionale di Aden ha messo in pericolo 151 passeggeri a bordo di un volo Yemenia in procinto di partire per il Cairo. Lo riporta Al Jazeera. Parlando nei pressi del punto in cui e' caduto uno dei due missili, il ministro ha accusato gli Houthi e ha dichiarato:
"Purtroppo, in quel momento l'aeroporto e' stato colpito da un bombardamento, il che avrebbe potuto causare una grave catastrofe umanitaria". Il ministro ha aggiunto che i passeggeri del volo Yemenia 612 sono stati evacuati e hanno lasciato l'aeroporto. Un secondo missile e' caduto vicino all'estremita' della pista, ha precisato. Un volo Fly Aden in arrivo dal Cairo ha ricevuto l'ordine di deviare verso l'aeroporto di Seiyun, ha dichiarato il ministro.