Guerra in Medio Oriente. Tajani: “Previsto domattina rientro in Italia delle 5 attiviste fermate da Israele in Cisgiordania”

Guerra in Medio Oriente. Tajani: “Previsto domattina rientro in Italia delle 5 attiviste fermate da Israele in Cisgiordania”
(afp)
Netanyahu ordina blocco della West Bank dopo l’attacco a Hebron in cui sono stati uccisi 2 soldati. Il premier nella città: “Evacuazione dei residenti del quartiere da cui provengono gli attentatori”. Attentato in una chiesa in Giordania: 7 morti e 34 feriti
1 minuti di lettura

Sei persone sono rimaste ferite in uno scontro a fuoco vicino a Hebron. Secondo il servizio di ambulanza israeliano, lo scontro è avvenuto tra uomini armati e l'esercito israeliano nei pressi dell'insediamento di Telem. L’Idf: “Uccisi due palestinesi sospettati di aver perpetrato l'attacco”. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha imposto un blocco immediato alla città di Hebron e di tutta la Giudea e la Samaria a partire da oggi", riferendosi alla Cisgiordania. Il premier si è recato nella città e ha annunciato l’evacuazione dei residenti del quartiere da cui provengono gli attentatori e che imporrà un cordone attorno alle città: "Applicheremo il modello offensivo e di successo che abbiamo attuato nei campi profughi, che sono in realtà roccaforti del terrorismo", ha affermato Netanyahu.

Trump: “La decisione di Vance su sostegno a Netanyahu spetta a lui”

La decisione del vice presidente Usa JD Vance di non sostenere Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni della prossima settimana "è una scelta che spetta a lui", ha dichiarato Donald Trump, che invece ha deciso di dare il suo endorsement al premier uscente.

Media, se attaccato l’Iran colpirà cavi internet sottomarini

Teheran ha elaborato piani dettagliati per colpire i cavi di comunicazione sottomarini nel Golfo Persico qualora Stati Uniti e Israele attaccassero nuovamente il Paese. E' quanto riferito a Reuters da due alti funzionari della sicurezza iraniani.
Le indiscrezioni giungono dopo gli avvertimenti lanciati da alcuni funzionari iraniani, secondo i quali i cavi sottomarini nella regione potrebbero diventare obiettivi in caso di un nuovo conflitto, qualora la diplomazia con Washington dovesse fallire.
Le due fonti della sicurezza iraniana sentite da Reuters hanno fornito pochi dettagli e non hanno specificato come o dove Teheran intenderebbe effettuare tali attacchi. Teheran, ha aggiunto una delle fonti, mirerebbe a impedire le riparazioni dopo eventuali attacchi, al fine di prolungare le interruzioni delle comunicazioni, comprese le connessioni internet.

Trump: “Attacco nel weekend? Non ne so nulla”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di "non sapere nulla" di un possibile attacco statunitense all'Iran nel weekend. A evocare questa possibilità era stato poche ore prima l'ambasciatore di Washington ad Ankara, Tom Barrack. "Immagino sia un uomo potente", ha ironizzato Trump parlando con i cronisti durante un evento a Fort Myers, in Florida.

Tajani: “Previsto domattina rientro in Italia delle 5 attiviste fermate in Israele”

Il rientro in Italia delle cinque attiviste italiane fermate ieri dall'esercito israeliano in Cisgiordania è previsto per domani mattina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Le attiviste hanno ricevuto questa sera la visita consolare all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Ambasciatore Usa Barrack: “Possibile attacco contro l’Iran già nel weekend”

L'ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, ha affermato che un attacco americano contro l'Iran potrebbe "assolutamente" avvenire già questo fine settimana.
"Potrebbe esserci un attacco questo fine settimana? Assolutamente sì", ha dichiarato Barrack, che ricopre anche il ruolo di inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria e l'Iraq, in un'intervista con il commentatore online Mario Nawfal.
"Il Presidente è molto chiaro. E' aperto, disponibile e accessibile a un accordo. E siamo seduti al tavolo delle trattative da mesi e mesi", aggiunge Barrack, affermando che "la proliferazione nucleare e la direzione che prenderemo con l'arricchimento e tutte queste cose sono dettagli, la punteggiatura del capitolo che deve essere chiuso".
Barrack afferma che gli Stati Uniti sono "in un accordo per lo sblocco dei beni, la revoca delle sanzioni, la fine degli scontri armati e la fornitura dell'aiuto necessario a Israele, nostro alleato".
L'inviato statunitense riprende inoltre commenti simili rilasciati nei mesi scorsi dal presidente americano Donald Trump, suggerendo che gli Stati Uniti puntano a un accordo diplomatico, "ma se non lo faremo, e se continuerete a minacciare il mondo, i nostri alleati, i Paesi del Golfo, ci saranno delle conseguenze". "La conseguenza non sarà un cambio di regime", aggiunge Barrack. "Gli Stati Uniti, il Presidente degli Stati Uniti, ha affermato di non essere interessato a un cambio di regime. E' interessato a ristabilire l'equilibrio in modo che non ci siano ostaggi, nè minacce, e che il mondo possa calmarsi e preservare lo status quo. Il problema con il cambio di regime è sempre: qual è lo scenario del secondo giorno?"

Giordania: “7 morti e 34 feriti nell'attacco alla chiesa di Karak”

Il ministero dell'Interno della Giordania ha aggiornato il bilancio delle vittime della sparatoria nella chiesa, affermando che sono salite a sette persone, con 34 feriti. È stato inoltre riferito che "le forze di sicurezza stanno lavorando intensamente per catturare l'autore dell'attacco a Karak. È troppo presto per rivelare i nomi dei responsabili, anche se ne conosciamo diversi".

Attacco Giordania, il ministro degli Interni: “Prosegue caccia all’uomo”

La Giordania è stata obiettivo di un attacco "terroristico", un attentato "senza precedenti". Queste le parole del ministro degli Interni del regno, Mazin Al-Farrayeh, riportate dalle tv satellitari arabe dopo l'attacco nella provincia di Karak. Le forze di sicurezza, ha aggiunto, "lavorano senza sosta per catturare" gli autori dell'attentato messo a segno da un gruppo "senza collegamento con l'umanità". "Questo Paese - ha proseguito - non verrà mai trascinato nel terrorismo e nella violenza".

Strage in Giordania, le autorità: “Opera di un gruppo di estremisti”

La sparatoria in una chiesa che ha causato almeno 6 morti e una trentina di feriti nel governatorato di Karak, nel sud della Giordania, venerdì scorso, causando diversi morti e feriti, è stata perpetrata da "un gruppo di estremisti". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno di Amman, Mazen Al-Faraya. "La Giordania è stata bersaglio di un attacco terroristico perpetrato da un gruppo di estremisti", ha affermato il ministro in una conferenza stampa, "le forze di sicurezza stanno lavorando senza sosta per rintracciare i responsabili".

Trump: "L'Iran è una nazione fallita, potremmo prenderci tutto il petrolio che vogliamo”

"L'Iran è una nazione fallita, potremmo prenderci tutto il petrolio che vogliamo, avete visto la nostra Marina nello stretto di Hormuz". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti davanti alla Casa Bianca. "La scorsa settimana abbiamo preso più petrolio di quanto ne abbiamo mai preso, anche prima della guerra", ha poi aggiunto, sottolineando che l'Iran "ha l'inflazione, non hanno soldi".

Trump: “Riceviamo più petrolio ora dallo stretto di Hormuz che prima delle guerra”

“Riceviamo più petrolio ora dallo stretto di Hormuz che prima delle guerra”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Il tycoon ha ribadito che l'Iran è un Paese "fallito".

Tartarotti dopo nuovo arresto di italiani in Cisgiordania: “Noi volontari siamo persone scomode”

“Conosciamo le cinque attiviste italiane fermate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, ci siamo visti lunedì sera, alla vigilia del nostro arresto, erano tra i volontari appena arrivati". Lo ha detto Alberto Tartarotti rientrato in Italia mercoledì sera dopo essere stato arrestato martedì 20 ottobre con il figlio Manuel dalla polizia israeliana con l'accusa di terrorismo e poi espulsi.
"Abbiamo fatto due chiacchiere, le abbiamo conosciute così, al mattino di martedì dovevamo organizzare la distribuzione nei campi per la raccolta delle olive. Attenzione si è sparsa la voce che andavamo a raccogliere olive per i palestinesi, in realtà i palestinesi si sono sempre raccolti le olive per conto loro", spiega Alberto Tartarotti all'Ansa: "La presenza dei volontari internazionali serve da scudo, a proteggerli dalle incursioni dei coloni, non a raccogliere le olive".
I due bolzanini si trovavano in Cisgiordania dal 18 ottobre per collaborare con Youth of Sumud, l'associazione di volontariato che nel 2024 ha vinto il premio Alex Langer.
"Ovviamente non vogliono avere testimoni, per quello continuano ad arrestare e poi espellere gli attivisti, siamo persone scomode", spiega Alberto Tartarotti. Padre e figlio sono stati arrestati martedì mattina, interrogati, schedati con impronte e dna e tenuti ammanettati fino alla notte. Il giorno seguente, dopo aver passato la notte in cella, il rientro in Italia su un volo di linea israeliano.
Secondo la polizia israeliana, i due attivisti avrebbero preso parte alla raccolta delle olive non autorizzata, fuggendo poi in una zona di esercitazioni militari all'arrivo degli agenti. Per entrambi è scattato un divieto di ingresso in Israele di dieci anni. "Di quello che succede in Cisgiordania se ne parla gran poco e sta avvenendo la stessa cosa già successa a Gaza. Bisogna tenere l'attenzione alta", spiega Alberto Tartarotti.

Smotrich: “Approvate quattro nuove fattorie nell'area di Hebron”

"Ho dato istruzione di distruggere una serie di costruzioni illegali e stiamo già operando. Inoltre abbiamo approvato la creazione di quattro nuove fattorie nella zona meridionale delle colline di Hebron".
Lo ha detto il ministro Bezalel Smotrich visitando l'area dell'attentato di questa mattina nel sud della Cisgiordania. "Questo è solo l'inizio. Il messaggio è chiaro: il terrorismo che colpisce i cittadini israeliani ha un prezzo molto alto", ha aggiunto.

Giordania, rivisto il bilancio dell’attacco in chiesa: 6 morti e 28 feriti

Le autorità giordane hanno rivisto a sei morti e 28 feriti il bilancio dell'attacco durante un funerale nella chiesa di Hamud, nella provincia di Al Karak. In precedenza l'emittente Al Mamlaka aveva riferito di sette vittime.
"Almeno sei persone sono morte e altre 28 sono rimaste ferite, finora, a causa dell'atto criminale avvenuto durante un funerale nella provincia di Al Karak", ha dichiarato la Direzione della sicurezza pubblica in un comunicato.
Le autorità hanno attribuito l'attacco a "individui sconosciuti", senza collegarli ad alcuna organizzazione. Alcuni media giordani, citando fonti dell'inchiesta, hanno sostenuto che gli assalitori fossero estremisti islamisti, ma questa indicazione non compare nella nota ufficiale.
"Le indagini procedono rapidamente", ha aggiunto la Sicurezza pubblica, assicurando che le informazioni saranno diffuse non appena disponibili. Proseguono le ricerche dei responsabili.
Secondo testimoni citati da Al Mamlaka, almeno due uomini armati sono scesi da un veicolo e hanno sparato contro i partecipanti al funerale per cinque minuti consecutivi. L'emittente ha riferito che al momento dell'attacco tra 150 e 200 persone si trovavano nei pressi della chiesa.
Diversi alti funzionari del governo si sono recati ad Al Karak dopo l'attacco, che ha suscitato un'ondata di condanne nel Paese. Sono previste conferenze stampa di responsabili del ministero dell'Interno per chiarire le circostanze dell'accaduto.

Smotrich e Ben Gvir chiedono di smantellare l'Anp

I ministri israeliani di estrema destra Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir hanno chiesto di smantellare l'Autorità nazionale palestinese e ampliare le operazioni militari nella Cisgiordania occupata, dopo l'attacco a colpi d'arma da fuoco vicino a Hebron nel quale sono morti due soldati israeliani.
"E' impossibile evitare una campagna militare complessiva in Giudea e Samaria per smantellare l'Autorità palestinese, sequestrare le armi ed eliminare i militanti terroristi", ha scritto su X Smotrich, ministro delle Finanze e leader del partito Sionismo religioso.
Il ministro ha presentato la proposta come uno strumento per impedire la nascita di uno Stato palestinese, sostenendo che l'operazione dovrà essere condotta quando lo consentiranno le priorità militari israeliane a Gaza, in Libano e in Iran.
Ben Gvir, ministro della Sicurezza nazionale e leader di Otzma Yehudit, ha chiesto anche di limitare gli spostamenti dei palestinesi in Cisgiordania. "La libertà di movimento dei residenti sotto l'Autorità palestinese è meno importante del nostro diritto alla vita", ha dichiarato in un videomessaggio.

New York Times: “Epstein nuova arma per gli houthi contro i leader sauditi”

Gli houthi stanno portando avanti una campagna contro l'Arabia Saudita che si basa su Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere sulla scia delle accise di pedofilia. Per cercare di screditare e mettere in difficoltà i leader sauditi, gli houthi - riporta il New York Times - stanno cavalcando indiscrezioni sull'invio a Epstein da parte dei vertici sauditi di arazzi che avevano ricoperto la Kaaba, l'edificio a forma di cubo alla Mecca che costituisce il centro spirituale dell'Islam. Gli houthi, aggiunge il New York Times, sono "ossessionati" da Epstein, portato come esempio della corruzione di Stati Uniti e Israele ed evocato per alimentare teorie complottiste.

Idf, morti due soldati feriti nell'attentato a Hebron

L'Idf rende noto che due dei cinque soldati feriti questa mattina al check point di Hebron sono morti. Si tratta del sergente maggiore Ron Yonatan Roytman e del sergente Yuval Shai Svilem.

Media: “Uomini armati sparano contro una chiesa in Giordania, 7 morti”

I media della Giordania riferiscono che almeno sette persone sono state uccise in una sparatoria in una chiesa nel villaggio di Hamud. Secondo le notizie, due uomini armati hanno aperto il fuoco durante una cerimonia funebre. E' in corso una vasta operazione per trovare i responsabili.

Netanyahu a Hebron dopo attacco, annuncia evacuazioni

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è recato a Hebron, in Cisgiordania, dopo l'attacco in cui sono stati feriti cinque israeliani e uccisi i due assalitori. Israele evacuerà i residenti del quartiere di Hebron da cui provengono gli attentatori e imporrà un cordone attorno alle città di Hebron e Halhul, ha annunciato il premier. "Applicheremo il modello offensivo e di successo che abbiamo attuato nei campi profughi, che sono in realtà roccaforti del terrorismo", ha affermato Netanyahu. "E' esattamente ciò che faremo qui, nel quartiere di Hebron da cui sono usciti gli attentatori". "Evacueremo i residenti, passeremo casa per casa e confischeremo le armi. Tutte le infrastrutture del terrorismo saranno smantellate e distrutte", ha aggiunto. Il premier ha inoltre annunciato che, parallelamente al cordone attorno a Hebron e Halhul, sarà valutata l'estensione di questo modello ad altre città.

Media: “Kushner aveva accesso a due conti correnti in Medio Oriente”

Due conti bancari segreti in Medio Oriente a cui aveva accesso durante il primo mandato di Donald Trump. E' l'accusa mossa nei confronti di Jared Kushner, l'inviato di Donald Trump e marito di Ivanka, contenuta nel libro di Mathew Cole 'Princes and Thieves', di cui Vanity Fair ha riportato un estratto. Secondo Vanity Fair, l'intelligence olandese ha ottenuto screenshot dell'iPhoneX di Kushner tramite dei file trovati sul server di un agente dell'intelligence russa, e ne ha poi monitorato l'attività telefonica. Dal monitoraggio è emerso che Kushner aveva accesso a un conto bancario collegato agli Emirati Arabi Uniti, sul quale erano confluiti centinaia di milioni di dollari proveniente da una banca dell'Azerbaigian. L'articolo afferma inoltre che c'era un conto in Israele con un miliardo di dollari destinati a beneficio personale di Kushner.

Netanyahu: “Evacueremo e distruggeremo siti terrore, al loro posto insediamenti”

"Attueremo il modello offensivo ed efficace che abbiamo applicato nei campi profughi anche all'interno delle città: l'Idf entrerà nei quartieri da cui sono partiti gli attentatori, evacuerà i residenti, perquisirà le abitazioni una per una e distruggerà le infrastrutture terroristiche. Siamo pronti a un'operazione su vasta scala in Giudea e Samaria (Cisgiordania)". Lo dichiara Benjamin Netanyahu in una nota diffusa dal suo ufficio. "Qualche parola per i nostri eroici coloni. Resistete in prima linea. Siete un esempio per Israele. Distruggeremo le infrastrutture terroristiche, costruiremo quelle degli insediamenti", ha aggiunto.

Tajani: “Esito voto Israele mostrerà quanto sarà pronto a tornare al dialogo”

"L'intensificarsi delle violenze dei coloni e la continua espansione degli insediamenti mettono a rischio la stabilità della regione e la possibilità di attuare la soluzione dei due Stati. Il governo ha condannato più volte e in modo esplicito queste azioni, anche attraverso le dichiarazioni congiunte pubblicate insieme ai nostri partner. Seguiamo l'andamento della campagna elettorale in Israele senza interferire nel dibattito interno del Paese. Tuttavia, l'esito delle elezioni mostrerà fino a che punto Israele sarà disposto a tornare con determinazione al tavolo del dialogo politico e diplomatico". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista all'agenzia Anadolu in occasione del suo viaggio a Istanbul per la ministeriale 4+4 sul Medio Oriente.
Rilevando la mancanza di progressi concreti sul terreno a Gaza, Tajani ha sottolineato che "non vi è alternativa a sostenere gli sforzi diplomatici in corso" sulla Striscia. "Ci auguriamo che, dopo le elezioni in Israele, si possano registrare ulteriori progressi nella sua attuazione".

Smotrich: “Ordinata demolizione case abusive vicino luogo attacco”

"A seguito dell'attacco" in Cisgiordania "ho ordinato la demolizione immediata di un'ampia fila di strutture arabe abusive adiacenti al luogo dell'attacco. L'ordine sarà eseguito entro la prossima ora e proseguirà per tutto il pomeriggio". Lo scrive su X il ministro delle Finanze di Israele Bezalel Smotrich, di estrema destra, a seguito dell'attacco di stamattina vicino Hebron.

Golan: “Combatteremo il terrorismo senza compromessi”

"La lotta al terrorismo richiede determinazione, responsabilità e fermezza. Combatteremo il terrorismo senza compromessi, ovunque esso si manifesti. Proteggeremo i cittadini di Israele e ripristineremo la sicurezza". Lo scrive su X Yair Golan, il leader del partito di sinistra I Democratici, condannando l'attentato questa mattina a un posto di blocco dell'Idf in Cisgiordania.

Eisenkot: “Eroismo dei soldati ha impedito grave attacco contro civili”

"L'eroismo dei soldati ha sventato un grave attacco contro i civili. Ribadisco il mio sostegno a tutte le forze di sicurezza che lavorano giorno e notte in tutti i settori per la difesa di Israele". Lo ha scritto su X Gadi Eizenkot, il principale rivale di Netanyahu in vista delle elezioni del 27 ottobre.

Idf: “In corso operazioni antiterrorismo nell'area di Hebron”

Il portavoce dell'Idf comunica che, a seguito dell'attentato di stamattina, i soldati stanno effettuando "operazioni offensive antiterrorismo nell'area di Hebron, posta sotto blocco di sicurezza, e in altre aree. I militari stanno operando all'interno delle abitazioni dei terroristi e di altri sospettati". L'Idf riferisce inoltre di aver effettuato decine di operazioni nel corso della settimana in tutta la Cisgiordania, "arrestando circa 70 ricercati, tra cui individui affiliati a Hamas e Jihad islamica, nonché soggetti che incitavano contro lo Stato di Israele e i soldati. Sono state rinvenute decine di armi, tra cui fucili M16, mitra di tipo Carlo e quattro ordigni esplosivi".

Netanyahu ordina blocco di Hebron e Cisgiordania

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato "un blocco immediato della città di Hebron" e disposto un "blocco totale" di tutta la Cisgiordania dopo l'attacco armato sferrato vicino a Hebron. "Ho appena terminato una valutazione della situazione con il ministro della Difesa, il Capo di Stato Maggiore, il capo dello Shin Bet, il capo della Direzione dell'Intelligence Militare e il comandante del Comando Centrale", ha detto Netanyahu lodando "i nostri eroici combattenti che hanno agito con decisione e hanno impedito un attacco di vasta portata e auguro una pronta guarigione ai nostri feriti". Netanyahu ha quindi annunciato di aver "dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane e alle forze di sicurezza di imporre un blocco immediato alla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria a partire da oggi", riferendosi alla Cisgiordania.

Netanyahu: “Israele sta preparando una chiusura totale della Cisgiordania”

Netanyahu afferma che Israele sta preparando una “chiusura totale” della Cisgiordania in risposta all'attacco. Secondo il premier israeliano un "attacco su larga scala" è stato evitato.

Netanyahu annulla eventi voto dopo attacco in Cisgiordania

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annullato tutti gli eventi elettorali previsti per oggi, dopo la sparatoria che in Cisgiordania ha causato due morti e cinque feriti, a pochi giorni dal voto per il rinnovo della Knesset. Netanyahu "ha dato istruzioni di annullare tutti gli eventi politici previsti per questa mattina, in seguito al grave attentato" - i cui due autori sono stati uccisi, secondo quanto reso noto dall'esercito - si legge in un comunicato del suo partito, il Likud.

Attacco a Hebron, Ben-Gvir: “Smantellare Anp, non aspettiamo il 7 ottobre”

"Il grave attacco di oggi è un doloroso, difficile e sanguinoso promemoria del prezzo di questo concetto: non dobbiamo aspettare il 7 ottobre in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr). Il prossimo scontro scoppierà lì, dobbiamo agire prima che sia troppo tardi. L'Autorità Palestinese deve essere smantellata, disarmata e le infrastrutture terroristiche devono essere eliminate completamente. Il sangue dei nostri soldati non è sacrificabile". Lo ha dichiarato il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, commentando l'attacco di stamattina a Hebron.

Media Iran: “Almeno 30 civili yemeniti uccisi in 24 ore dai raid sauditi”

Secondo l'emittente yemenita Al-Masirah e le autorità sanitarie locali, riportate dall'iraniana PressTv, almeno 30 civili yemeniti sono stati uccisi o feriti nelle ultime 24 ore a causa di una nuova ondata di attacchi aerei e di artiglieria condotti dall'Arabia Saudita e dalle forze ad essa alleate contro aree residenziali nelle province di Taiz e Hajjah.

Scontro a fuoco vicino a Hebron, 6 feriti

Sei persone sono rimaste ferite in uno scontro a fuoco vicino a Hebron. Secondo il servizio di ambulanza israeliano, lo scontro è avvenuto tra uomini armati e l'esercito israeliano nei pressi dell'insediamento di Telem. Lo riporta AlJazeera. La sparatoria ha avuto come obiettivo un battaglione di riservisti legato al Comando del Fronte Interno israeliano ed è durata oltre 20 minuti, rendendo necessario l'invio di rinforzi militari presso un posto di blocco nella zona, secondo quanto riferito da fonti locali. In precedenza, l'esercito israeliano aveva reso noto che due presunti aggressori erano stati uccisi in seguito a una sparatoria vicino a Hebron.

Teheran, 7 navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz

Sette navi in una sola notte sono state colpite nello Stretto di Hormuz: tre hanno urtato delle mine e quattro sono state attaccate direttamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Lo riportano, secondo quanto riferito da Al-Jazeera, le autorità iraniane secondo le quali queste navi sono legate agli Stati Uniti. Si tratta di una grave escalation, poichè probabilmente rappresenta il numero più elevato di incidenti in un solo giorno ammesso dall'Irgc.

Houthi, doppio attacco contro edificio azienda idrica nel nord dello Yemen

I media legati agli Houthi riferiscono che le forze yemenite hanno sferrato due attacchi aerei contro un edificio dell'ente idrico nel distretto di al-Hazm, nel governatorato di al-Jawf, nello Yemen settentrionale. Lo riporta Al-Jazeera.

Wsj: “L'Iran minaccia rappresaglie anche contro obiettivi civili nel Golfo”

"Il messaggio dell'Iran è netto: se gli Stati Uniti e Israele dovessero riprendere la loro campagna aerea, Teheran risponderà colpendo non solo basi e navi da guerra americane, ma anche aeroporti, condutture e altri obiettivi civili nei paesi vicini del Golfo Persico". Lo scrive il Wall Street Journal. "Tali avvertimenti, scrive ancora il giornale, formulati sia pubblicamente che attraverso canali diplomatici riservati, mirano chiaramente a scoraggiare qualsiasi attacco mediante un linguaggio dai toni duri. Tuttavia, essi rappresentano anche una minaccia concreta: l'Iran dispone infatti di un consistente arsenale di missili e droni, oltre alla capacità di impiegarli".

Attacco Houthi, colpita capitale saudita Riad

Attacco missilistico Houthi contro la capitale saudita Riad: la notizia è riportata dai media iraniani. Sui social circolano video che mostrano gli effetti di un presunto colpo diretto di un proiettile sulla città. Le autorità hanno diramato un allarme, poi revocato.

Media Iran: “Israele sposta militari in Siria, creerà base intelligence”

Secondo alcune segnalazioni, Israele starebbe trasferendo equipaggiamenti militari avanzati nella provincia di Suweida, in Siria, con l'obiettivo di creare una base di intelligence e sorveglianza. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars. Si dice che la base in questione sarà utilizzata per la raccolta di informazioni, il riconoscimento, la sorveglianza e l'allerta precoce, e potrebbe essere dotata anche di sistemi radar

Netanyahu: “Trump vuole finire il lavoro in Iran assieme a me”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara che il presidente statunitense Donald Trump lo ha indicato come il leader più adatto a condurre fino in fondo la guerra contro l'Iran, e citando il recente sostegno espresso da Trump, ha riferito che il presidente americano ha chiarito di voler "portare a termine il lavoro" avendo lui, Netanyahu, come partner. Lo scrive Al-Jazeera. Netanyahu ha inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco da parte dell'Iran riceverà una risposta caratterizzata da "una forza e una potenza che non riescono nemmeno a immaginare".

Onu: 80 attacchi in un solo giorno in Libano

Le forze di pace dell'Onu in Libano hanno registrato 80 traiettorie di proiettili nella sola giornata di ieri, nell'ambito di un'intensa attività di artiglieria e mortai nel sud del Paese, tra Israele e Hezbollah. Tra il 19 e il 21 ottobre, i caschi blu hanno inoltre osservato diversi attacchi aerei nell'area di operazioni di Unifil e numerosi droni sopra postazioni Onu e zone abitate. Lo riferisce il portavoce del Segretario generale, Stèphane Dujarric. L'Onu ha chiesto a tutte le parti di rispettare la libertà di movimento dei Caschi blu ed evitare ulteriori escalation.

Onu: Guterres in Egitto per incontrare al-Sisi

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antònio Guterres, partirà nelle prossime ore per l'Egitto, su invito del presidente Abdel Fattah al-Sisi, per una serie di incontri dedicati agli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Durante la visita, che dovrebbe concludersi con il rientro a New York martedì mattina, Guterres incontrerà al-Sisi, il ministro degli Esteri Badr Abdelatty e il segretario generale della Lega araba, Nabil Fahmy. Al centro dei colloqui anche gli sviluppi regionali, con particolare attenzione alla situazione in Sudan e a Gaza. Il viaggio coincide con la Giornata delle Nazioni Unite del 24 ottobre, in occasione della quale Guterres terrà un discorso agli studenti e ai diplomatici dell'Università del Cairo.

Onu, a Gaza arrivati nuovi aiuti medici e carburante

L'Onu e i suoi partner hanno introdotto ieri nella Striscia di Gaza nuove forniture mediche e attrezzature, oltre a cibo e carburante destinati a ricostituire le scorte. Le organizzazioni umanitarie hanno inoltre sostenuto interventi di riparazione delle infrastrutture idriche in un'area di Deir al Balah e distribuito alle famiglie, in diverse zone, materiali utili a prepararsi alla stagione delle piogge. Lo ha riferito il portavoce del Segretario generale, Stèphane Dujarric, nel briefing quotidiano al Palazzo di Vetro.

Trump: li abbiamo colpiti duramente e potremmo farlo ancora

L'Iran è stato "colpito duramente, e potremmo continuare a farlo ancora un po'". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Quanto all'impatto della guerra sulle imminenti elezioni di midterm, il presidente ha affermato: "C'è un prezzo da pagare, ne ero consapevole fin dal momento in cui ho preso questa decisione, ma non possiamo permettere che l'Iran si doti di un'arma nucleare. Insomma, per certi versi forse la gente non ne è entusiasta, ma in molti, tanti grandi patrioti, ne sono davvero contenti. È una cosa che altri presidenti avrebbero dovuto fare molto tempo fa".

I commenti dei lettori