Il Regno Unito ha annunciato l'ampliamento del sostegno militare all'Arabia Saudita contro gli Houthi, includendo pattugliamenti aerei "difensivi" condotti dai jet della Royal Air Force. Il segretario di Stato per la Difesa Wes Streeting ha precisato che i velivoli britannici non colpiranno obiettivi dei ribelli sostenuti dall'Iran. Intanto, in Israele ieri sera c’è stato un incontro tra il segretario alla difesa Usa Pete Hegseth e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, una visita a sorpresa a otto giorni dalle elezioni.
Trump: “Devo decidere come vogliamo vincere in Iran”
"Devo decidere sull'Iran, devo decidere come vogliamo vincere". Lo ha detto Donald Trump sottolineando che l'obiettivo è evitare che l'Iran abbia l'arma nucleare.
Trump: “Speso miliardi sulla Nato e ci hanno detto di no sull'Iran”
"Abbiamo speso miliardi nella Nato e ci hanno" detto no sull'Iran, però "ci hanno dato la Groenlandia". Lo ha detto Donald Trump.
Presunto attacco a base Raf, riarrestati due sospetti per spionaggio pro Iran
Due uomini sono stati arrestati di nuovo, questa volta per spionaggio per conto dell'Iran, nell'ambito delle indagini sul presunto piano di attacco denunciato a fine settembre contro la base della Raf di Fairford, nel sud dell'Inghilterra, messa a disposizione degli Usa anche per i recenti raid della guerra contro Teheran. Lo ha annunciato l'antiterrorismo britannico. Si tratta di un 24enne britannico e di un 25enne con doppia cittadinanza britannica e iraniana, entrambi residenti nel quartiere londinese di Westminster. Il primo era stato fermato il 27 settembre vicino alla base, l'altro il primo ottobre nella capitale britannica: entrambi erano poi stati rilasciati su cauzione.
Media: “Iran ha trascinato negoziati con gli Usa per indebolire Trump alle midterm”
Alti funzionari iraniani hanno riferito che la Repubblica islamica ha deliberatamente prolungato i colloqui con gli Stati Uniti per cercare di indebolire politicamente Donald Trump in vista delle elezioni di midterm. Lo riporta la Reuters sul proprio sito, aggiungendo che i timori di una ripresa dell'azione militare e la profonda sfiducia nei confronti di Washington hanno rafforzato la riluttanza di Teheran a raggiungere un rapido accordo per porre fine alla guerra. "L'Iran si sta preparando a nuovi attacchi israeliani e Usa, non a un accordo con l'America per porre fine alla guerra", ha affermato uno dei funzionari. "L'establishment clericale è determinato a non dare a Trump una vittoria politica".
Netanyahu: “Non voglio scontro con Turchia lo vuole Erdogan”
"Non voglio uno scontro con la Turchia. E' la Turchia a volere uno scontro con noi" ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intervistato da Channel 14. "Erdogan afferma che Israele dovrebbe essere distrutto e che Gerusalemme è una loro città. Crede di poter far rinascere l'Impero ottomano. Dimentica che qui esiste un Paese al quale siamo legati da oltre 3.000 anni. Non siamo più nel XVI secolo, quando gli Ottomani presero il controllo di questa terra e la governarono per 400 anni. Qui esiste una realtà: lo Stato ebraico, nella patria del popolo ebraico".
Usa, a Hormuz non ci sono mine, loro usano missili
Un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma che le dichiarazioni dell'Iran secondo cui due petroliere avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz sono "inesatte". Il portavoce ha dichiarato ad Al Jazeera: "Abbiamo bonificato le rotte di navigazione internazionali nello Stretto di Hormuz dalle mine. L'Iran sta utilizzando missili e droni nei suoi atti di aggressione". Parlando a condizione di anonimato, il portavoce ha affermato che l'affermazione dell'Iran secondo cui lo stretto è chiuso è falsa e che rimane aperto al traffico marittimo, con il 95% delle navi che lo attraversano "con successo". Gli attacchi alle navi mercantili testimoniano la "disperazione" delle Guardie Rivoluzionarie di fronte al blocco, ha affermato il portavoce, che priva l'Iran "delle risorse necessarie per ricostruire le capacità militari che abbiamo distrutto".
Netanyahu: “Impegno per far cadere regime, ne ho parlato con Trump”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele è "impegnato" a far cadere il regime iraniano, il che porterebbe, di riflesso, al crollo di Hezbollah in Libano, e ha sostenuto di averne parlato "più volte con il presidente Trump", "anche l'altro ieri". Intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico presso la nuova università Tel Hai a Kiryat Shmona, vicino al confine con il Libano, Netanyahu ha affermato che, sebbene le Idf "abbiano compiuto notevoli progressi nel respingere Hezbollah" il suo impegno è quello di "portare a termine il lavoro", riferisce il Times of Israel. "Portare a termine il lavoro significa far cadere il regime terroristico in Iran. È la testa di questo polipo velenoso: se la si taglia, il resto crolla. E così avremo la pace anche con il Libano", ha detto il premier israeliano.
Kallas: “Più navi per Aspides, in gioco credibilità Ue”
Sulla missione europea Aspides nel Mar Rosso, "gli impegni assunti dagli Stati membri a fornire ulteriori fregate sono di grande importanza, ma è necessario che tali navi vengano effettivamente dispiegate. In caso contrario, mineremmo la nostra stessa credibilità". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, aprendo il dibattito al Parlamento europeo sull'escalation degli attacchi Houthi nella regione dello Yemen. "Data la concomitanza di due crisi, il ruolo di Aspides è diventato più evidente e le nostre risorse sono sempre più richieste. Tuttavia, ciò mette in gioco anche la credibilità dell'Europa. Attualmente, disponiamo di lunghi elenchi di aziende che richiedono il nostro sostegno, ma non abbiamo un numero sufficiente di navi per assistere tutti coloro che ne fanno richiesta", ha aggiunto Kallas.
Fox, Usa inviano terza portaerei e 10mila militari
Gli Stati Uniti stanno dispiegando in Medio Oriente il gruppo d'attacco della portaerei Uss Theodore Roosevelt e la 13esima Unità di spedizione dei Marines, aggiungendo circa 10mila marinai e marines alle forze presenti nella regione entro la fine di novembre. Lo riferisce Fox News. La Theodore Roosevelt si unirà alle portaerei Uss George H.W. Bush e Uss George Washington, portando a tre le portaerei americane nell'area, mentre il presidente Donald Trump valuta un ampliamento degli attacchi militari contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato.
Media, proposta Qatar-Pakistan per rilanciare negoziati
E' stata presentata una proposta che tiene conto delle richieste della parte Usa e della parte iraniana. Lo hanno detto ad Al-Araby Al-Jadeed fonti che vengono descritte come vicine al lavoro di mediazione portato avanti da Qatar e Pakistan per allentare le tensioni tra Usa e Iran. Secondo le fonti, rilancia anche il sito di notizie israeliano Ynet, l'obiettivo è prevenire una nuova escalation e spianare la strada al ritorno al tavolo dei negoziati. La proposta, hanno sostenuto, è stata trasmessa oggi agli iraniani dal capo dell'Esercito pakistano, Asim Munir, "gode dell'approvazione degli Stati Uniti" e aveva già "avuto una risposta preliminare positiva da parte iraniana". I media iraniani hanno riferito stamani dell'arrivo di Munir a Teheran. E stamani fonti iraniane riferivano alla tv libanese Al Mayadeen, vicina alle autorità di Teheran, che l'Iran "ritiene ormai improbabile la mediazione di Pakistan e Qatar possa produrre risultati concreti" e, secondo l'emittente, starebbe "valutando canali di mediazione alternativi".
Bessent: “Panico inizia a diffondersi in Iran, la valuta è crollata”
In Iran "inizia a diffondersi il panico, la valuta è crollata". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Iran: “Concordato con Iraq espulsione gruppi di opposizione nella regione del Kurdistan”
"Teheran e Baghdad hanno concordato di espellere dal Kurdistan iracheno gli elementi appartenenti a gruppi separatisti controrivoluzionari, o di consegnarli all'Iran, nell'ambito di una cooperazione in materia di sicurezza": lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Iraq, Mohammad Kazem Al-e Sadegh. "Nel corso di una riunione del comitato di sicurezza congiunto dei due Paesi, è stato raggiunto un accordo per definire la sorte degli elementi di tali gruppi presenti nella regione del Kurdistan", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia Isna, aggiungendo: "L'intesa mira a gestire la situazione dei gruppi terroristici controrivoluzionari".
Pasdaran: “Due navi in fiamme a Hormuz dopo aver urtato mine”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz percorrendo rotte considerate illegali da Teheran hanno urtato delle mine. A bordo si sono verificati degli incendi. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars.
La Gran Bretagna invia caccia Raf in Arabia Saudita contro gli Houthi
Il Regno Unito ha annunciato l'invio in Arabia Saudita di caccia Typhoon della Raf, oltre a un aereo da trasporto Atlas A400M, per missioni difensive contro gli attacchi degli Houthi sostenuti dall'Iran. La decisione segna un'escalation del coinvolgimento britannico nel conflitto regionale. "I Typhoon della Raf condurranno operazioni di difesa aerea sull'Arabia Saudita, contribuendo a proteggere le città saudite, le popolazioni civili e le infrastrutture nazionali critiche dagli attacchi degli Houthi", ha dichiarato il ministro della Difesa Wes Streeting in una nota
Raid Houthi su campo militare in Yemen, il bilancio dei morti sale a 73
Il bilancio delle vittime dell'attacco missilistico sferrato dagli Houthi contro il campo militare governativo nel sud dello Yemen è salito a 73 persone, tutte nuove reclute. Si tratta dell'attacco più letale da quando, tre mesi fa, i combattimenti nel Paese hanno iniziato a intensificarsi, ha detto un alto funzionario del governo yemenita. Le reclute avevano tutte un'età compresa tra i 18 e i 20 anni, alcune risultano ancora disperse a un giorno di distanza dall'attacco, condotto dai ribelli sostenuti dall'Iran. A riferirlo all'Associated Press è stato il governatore di Shabwa, Awad Ibn al-Wazir. Gli Houthi hanno preso di mira il campo di addestramento di al-Alam, nella provincia meridionale di Shabwa, con missili balistici.
Media Libano: “L’Iran punta sulla Russia per la mediazione con gli Usa”
Fonti iraniane hanno riferito alla tv libanese Al Mayadeen che "Teheran ritiene ormai improbabile che la mediazione di Pakistan e Qatar possa produrre risultati concreti, a causa della limitata capacità di Islamabad e Doha di influenzare la posizione degli Stati Uniti". L'emittente libanese, vicina alle autorità di Teheran, sostiene che l'Iran starebbe pertanto "valutando canali di mediazione alternativi", ed esisterebbe inoltre "una proposta russa, elaborata con la Cina, per una gestione congiunta con l'Iran del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz".
Mehdi Khan Ali Zadeh, esperto iraniano di questioni internazionali, ha riferito all'emittente che "una nuova iniziativa russa potrebbe aprire la strada a un ruolo di mediazione più incisivo da parte di Mosca, alla luce del coordinamento tra Russia e Stati Uniti".
L'esperto sostiene che tale orientamento "deriva da una decisione della Guida della Rivoluzione e della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei, e che l'attenzione iraniana è concentrata sul raggiungimento di un cessate il fuoco, mentre la questione nucleare non figura al momento tra le priorità".
Lavrov aveva dichiarato ieri da Teheran la disponibilità a contribuire a trovare soluzioni "reciprocamente accettabili", affermando che per la Russia "è fondamentale il ritorno alla situazione pre-crisi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz ".
Vance glissa su endorsement a Netanyahu: “Né contrario né favorevole”
Il vicepresidente americano J. D. Vance ha detto di non voler prendere posizione in merito all'endorsement espresso da Donald Trump a favore della rielezione del premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Non ho intenzione di immischiarmi", ha dichiarato Vance durante un'intervista al programma 2WAY Tonight, a bordo dell'Air Force Two. "Non sono contrario a sostenerlo, ma non sono nemmeno favorevole a sostenerlo", ha precisato, aggiungendo di essere maggiormente concentrato sulle elezioni negli Stati Uniti: "Io sostengo i candidati americani".
Già nei mesi scorsi Vance aveva riconosciuto l'esistenza di divergenze tra Washington e Tel Aviv sulla politica mediorientale. "Gli israeliani e gli Stati Uniti hanno molti interessi comuni, ma ci sono anche situazioni in cui i nostri interessi divergono", aveva dichiarato il vicepresidente.
Scattato allarme a Riad, poi revocato
La Protezione civile dell'Arabia Saudita ha emesso un avviso di allerta per "pericolo potenziale" a Riad, come si legge sui suoi canali social. Poco dopo, la stessa Protezione civile ha revocato l'allerta. "Il pericolo è passato nella città di Riad. Per la tua sicurezza, continua a seguire le istruzioni ed evita assembramenti", si legge nel tweet.
Wafa, coloni israeliani danno fuoco a monumento di benvenuto vicino Ramallah
Coloni estremisti israeliani hanno dato fuoco a un monumento di benvenuto all'ingresso del villaggio di Burqa, a est di Ramallah, causando danni ingenti.
Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Sayel Kanaan, capo del consiglio del villaggio di Burqa, ha dichiarato che il monumento è stato danneggiato incendiando pneumatici, i residenti sono riusciti a spegnere l'incendio.
Baghaei (Iran): “L'era degli attacchi mordi e fuggi è finita, nessuna azione resterà impunita”
"L'era degli attacchi mordi e fuggi è finita e non lasceremo impunito nessuna azione del nemico", Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
"Non ci poniamo altro obiettivo se non quello di garantire gli interessi e la sicurezza nazionale dell'Iran, che è il principio inviolabile della nostra politica estera. La nostra principale preoccupazione è l'Iran, sia attraverso la diplomazia che attraverso la legittima difesa", ha aggiunto nella sua conferenza stampa settimanale. "Sfruttare ogni opportunità diplomatica per prevenire l'escalation delle tensioni è un dovere fondamentale", ha osservato.
Teheran: “Il conflitto in Yemen sia risolto per via diplomatica”
Il conflitto in Yemen dovrebbe essere risolto attraverso il dialogo. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. Teheran "ha sempre sostenuto che la questione dello Yemen debba essere risolta attraverso il dialogo e la riconciliazione tra Arabia Saudita e Yemen - ha affermato - la crisi non può essere risolta con l'uso della forza o della potenza militare".
Arabia Saudita, esplosioni a Riad
Esplosioni sono state udite a Riad. Lo riferiscono giornalisti sul posto.
Netanyahu critica il fermo di 40 ultraortodossi renitenti alla leva
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di opporsi al fermo di oltre 40 ultraortodossi renitenti alla leva da parte dell'Idf. "Questi arresti rappresentano un tentativo deliberato di danneggiare il processo di reclutamento degli Haredim senza coercizione", ha affermato Netanyahu alla stazione radio Haredi Kol Berama. Allo stesso tempo il primo ministro ha aggiunto che "chiunque non studi" nelle yeshiva "dovrebbe arruolarsi".
Iran: “Usa e Israele saranno responsabili delle conseguenze di nuove aggressioni”
"Gli Stati Uniti, Israele e tutti coloro che sostengono il loro terrorismo di Stato si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze di qualsiasi ulteriore aggressione, compreso il rischio di un'escalation imprevedibile e incontrollabile delle tensioni". Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Gholamhossein Darzi, in una lettera al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e al Consiglio di Sicurezza.
Secondo l'agenzia di stampa Irna, nella sua lettera Darzi ha esortato l'Onu a condannare le minacce "incessanti" di Stati Uniti e Israele riguardo a nuovi attacchi, compresi quelli con la 'madre di tutte le bombe' e a convocare una riunione d'emergenza per valutare la situazione. Nel frattempo, il consigliere per la sicurezza delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammadreza Naghdi, ha affermato che "se gli Stati Uniti lanciano un attacco di terra, molte delle loro truppe saranno catturate dall'Iran, e allora gli Usa saranno costretti ad alzare bandiera bianca”.
Iran: “Abbattuto un drone americano nello Stretto di Hormuz”
L'Iran afferma di aver abbattuto un drone MQ9 nello Stretto di Hormuz. "Le forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie, nell'ambito del sistema di difesa del Paese, hanno abbattuto il 54° drone MQ9 dell'esercito statunitense terroristico nello Stretto di Hormuz nelle prime ore di martedì", si legge in un comunciato stampa citato da Tasnim.
Il capo esercito del Pakistan in visita a Teheran
Il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, sarà in visita oggi a Teheran. Lo riportano i media iraniani. La visita di Munir giunge un giorno dopo quella del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov nella capitale iraniana, dove ha avuto colloqui con il suo omologo iraniano e con il presidente.
Araghchi: collaborazione con Mosca mai così stretta
"Mai nella nostra storia Iran e Russia hanno collaborato così strettamente come ora". Lo scrive il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi sul suo account X postando la foto ufficiale dell'incontro con l'omologo russo Serghei Lavrov, ieri, a Teheran. "Abbiamo ospitato il ministro Lavrov a Teheran per una serie di colloqui di grande attualità - prosegue Araghchi. Abbiamo affrontato tutti i temi, dall'Europa all'Asia occidentale, compresi Libano, Palestina, Ucraina e Yemen. Ci siamo inoltre concentrati sul rafforzamento della cooperazione economica e nucleare", conclude Araghchi.
Houthi attaccano campo militare yemenita, bilancio sale a 58 morti
Sale ad almeno 58 morti il bilancio provvisorio dell'attacco sferrato dagli Houthi, che ieri hanno lanciato tre missili balistici contro il campo militare di al-Alam, nella provincia meridionale di Shabwa. Lo riferisce Al Jazeera. È uno degli attacchi più sanguinosi degli Houthi tra quelli registrati nella recente escalation dei combattimenti tra i ribelli filoiraniani e la coalizione guidata dall'Arabia Saudita.
Axios, Hegseth ha incontrato Netanyahu in Israele
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha incontrato ieri in Israele il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo hanno riferito ad Axios due fonti informate. La visita a sorpresa avviene a otto giorni dalle elezioni in Israele e nel contesto di discussioni tra Stati Uniti e Israele sulla possibilità di riprendere operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran.
Media: oggi il capo dell'esercito pakistano a Teheran
Il capo dell'esercito pakistano, il maresciallo di campo Asim Munir, si recherà a Teheran oggi, secondo quanto riferito da un funzionario pakistano e dai media iraniani. La visita in programma fa seguito a colloqui avvenuti in estate tra Munir e i leader iraniani, incentrati su misure volte a prevenire un'ulteriore escalation, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e su una rapida conclusione del conflitto. Quest'anno il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione tra Stati Uniti e Iran.
Yemen, raid houthi nella provincia di shabwa: decine di vittime
Almeno 40 persone sono state uccise o ferite in conseguenza di un bombardamento delle forze houthi su un campo di addestramento militare ad al-ilm, nel governatorato di shabwa, nel sud dello yemen. Lo hanno riferito funzionari locali, citati dall'emittente al jazeera.
I Pasdaran minacciano: “Taglieremo i cavi sottomarini a Hormuz”
Il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, ha minacciato di sabotare i cavi di comunicazione che attraversano lo Stretto di Hormuz. "Sette importanti cavi sottomarini attraversano lo Stretto di Hormuz e da essi dipendono tutte le connessioni internet e i dati commerciali del mondo", ha dichiarato Mohebi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. Ha messo in guardia gli Stati Uniti contro qualsiasi nuovo attacco."Se la regione diventa insicura per l'Iran, allora non ci sarà più sicurezza nella regione".