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Elezioni midterm Usa, le news. Trump: “Il nostro voto è truccato”. Rubio smentisce le dimissioni

Elezioni midterm Usa, le news. Trump: “Il nostro voto è truccato”. Rubio smentisce le dimissioni
(afp)
A meno di 48 ore dalla sconfitta elettorale alle elezioni di metà mandato i rep puntano il dito contro il capo del Pentagono
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A meno di 48 ore dalla cocente sconfitta elettorale, che per ammissione di JD Vance è stata provocata dalla guerra all'Iran, molti deputati repubblicani stanno puntando il dito contro Pete Hegseth, affermando che il capo del Pentagono ha avuto un ruolo centrale nel convincere Donald Trump ad attaccare senza una exit strategy e nessuna piano per gestire le conseguenze politiche. Il presidente contesta per la prima volta il voto: “Truccato non sapete quanto”. E Rubio smentisce le voci di dimissioni: “Con Trump fino alla fine”.

Rubio smentisce le ipotesi di dimissioni: “Il mio piano resta lavorare per Trump”

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha smentito le notizie secondo cui lascerà l'amministrazione di Donald Trump per candidarsi alla presidenza. Lavorare per Trump fino alla fine del suo mandato è stato "sempre il mio piano", ha assicurato in un'intervista al New York Times. "Non parlerò letteralmente più delle elezioni del 2028", ha aggiunto.

Trump: “Elezioni truccate, non sapete quanto”

Donald Trump è tornato a sollevare dubbi sulla correttezza del voto negli Usa. "Le nostre elezioni sono così truccate, non potete immaginare quanto", ha detto il presidente alla Casa Bianca.

I dem hanno 251 seggi alla Camera, lo spoglio continua

I democratici hanno superato i 250 seggi alla Camera mentre ancora restano alcune corse da assegnare. Al Senato possono contare per ora su 54 seggi mentre lo spoglio continua in Alaska e in Mississippi.

Hegseth rompe il silenzio: “Resistiamo e combattiamo”

Dopo oltre un giorno di silenzio seguito alla sconfitta dei repubblicani alle elezioni di medio termine, è tornato a farsi sentire Pete Hesgeth. In un lungo video postato su X, il segretario alla Difesa ha rivendicato l'azione del suo dicastero. Con una didascalia che sembra respingere al mittente le voci di una sua imminente partenza. "Al dipartimento della Guerra: Noi Resistiamo. Noi Combattiamo. Noi Difendiamo la Repubblica", ha detto. Con la guerra in Iran considerata il vero motivo della debacle repubblicana, secondo i media americani Hesgeth potrebbe essere presto sostituito e per lui si aprirebbe un futuro da senatore del Tennessee. E lo stesso presidente Donald Trump ha ammesso di avere ricevuto pressioni per licenzialo: "Ho tutta l'intenzione di tenerlo", ha però assicurato.
Hegseth, dal canto suo, ha ostentato sicurezza. "Mi attaccano. Non funzionerà. Non faremo passi indietro", ha avvertito. E ha mostrato di non avere paura neppure di una possibile messa in stato d'accusa. "L'impeachment non ha funzionato con il presidente Donald Trump. Non funzionerà neppure con me", ha detto. "Abbiamo appena iniziato a combattere. Siamo più determinati che mai, più risoluti che mai a portare a termine ciò che abbiamo iniziato. Rimarremo saldi. Combatteremo. E difenderemo questa Repubblica da tutti i nemici, esterni e interni", ha insistito.

Cnn: ai Democratici almeno 250 seggi Camera

I democratici avranno almeno 250 dei 435 seggi alla Camera dei Rappresentanti, dopo le elezioni di medio termine di martedì. E' la proiezione della Cnn. Se fosse confermato, sarebbe la maggioranza più grande da quasi due decenni. Nel 2008, con Barack Obama, i dem ebbero 257 seggi.

Nithya Raman vince: a Los Angeles una sindaca socialista

La consigliera comunale di Los Angeles Nithya Raman ha sconfitto la sindaca uscente Karen Bass nella corsa alla guida della metropoli. Lo ha confermato la Nbc News. La candidata socialdemocratica aveva impostato la campagna sulla denuncia di uno "status quo ormai fallimentare" nella seconda metropoli degli Stati Uniti.
Raman, 45 anni, esponente dei Democratic Socialists of America (Dsa), ha spodestato Bass, ex deputata al Congresso per sei mandati e protagonista della politica californiana da decenni.
Con la sua vittoria, tre grandi città americane saranno guidate da sindaci socialisti democratici: Raman si aggiunge a Zohran Mamdani, sindaco di New York, e a Janeese Lewis George, eletta questa settimana alla guida di Washington DC.

Mississippi, il candidato dem fiducioso di diventare il primo senatore afroamericano dal 1975

"Sono fiducioso, molto fiducioso, questo è stato un testa a testa per mesi e il Paese se ne sta accorgendo solo ora". Così Scott Colom il candidato dem al Senato in Mississippi è avanti di appena 1800 voti rispetto alla senatrice repubblicana Cindy Hyde Smith mentre va avanti lo spoglio di un duello che, a sorpresa, potrebbe portare all'elezione del primo senatore afroamericano dal 1875 nello stato del profondo sud americano e il primo dem dal 1982.
Lo spoglio va avanti e andrà avanti, si prevede ancora per diversi giorni, per calcolare il voto per posta, che in Mississippi è permesso solo in casi limitati, tipo militari all'estero o anziani, e le cosiddette "provisional ballot", le schede provvisorie con cui hanno votato elettori per i quali ci sono stati problemi di registrazione ai seggi che richiedono quindi un controllo successivo. "Ci assicureremo ogni singolo voto sia contato e alla fine sono fiducioso nel fatto che strapperemo il seggio", ha scritto Colom su X. La stessa sicurezza l'ha espressa la repubblicana: "Vi assicuro che continuerà a essere la vostra senatrice", ha detto rivolta agli elettori che nel 2024 hanno dato un vantaggio di 20 punti a Trump nello stato.
A dare la dimensione dell'impresa compiuta da Colom, un procuratore locale, e della sua campagna, che nelle ultime battute ha ottenuto l'appoggio e il sostegno finanziario dei big del partito che si sono accorti di poter sognare una vittoria storica, in Mississippi non ci sono state molti duelli elettorali serrati in passati e la sua legge elettorale non prevede riconteggi automatici davanti a scarti minimi tra i due elettori, come è previsto in molti altri Stati.

Dipartimento di Stato: “Una bufala le voci di dimissioni di Rubio”

Il dipartimento di Stato ha smentito che Marco Rubio vopglia lasciare l'incarico, dopo la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di medio termine. "E' una fake news completamente priva di fondamento proveniente da 'fonti' anonime inventate", ha assicurato su X il portavoce di Rubio, Dylan Johnson.
"Non sorprende che questa bufala completamente fabbricata venga diffusa" dal giornalista del quotidiano britannico The Independent "Andrew Feinberg che di recente ha lavorato per un organo di stampa statale russo. Attendiamo con impazienza di tornare su questoa notizia nelle prossime settimane per festeggiare un altro umiliante autogol de The Independent", ha aggiunto. (AGI)Sab

Tucker Carlson, noto esponente Maga: “E’ la fine dell’era Trump. Vance e Rubio fuori, il partito guardi al 2028”

I risultati delle elezioni di metà mandato sono stati un "disastro": hanno segnato la "fine dell'era Trump". Tucker Carlson, ex volto noto di Fox ed ex alleato di ferro del presidente, non risparmia critiche al tycoon e ai repubblicani per quanto accaduto alle urne. Molti commentatori di destra si sono detti scioccati dell'esito del voto. Alcuni hanno paventato la possibilità che i repubblicani cerchino un nuovo candidato per il 2028, visto che JD Vance e Marco Rubio sono stati travolti con Trump. Altri hanno puntato il dito contro Jared Kushner e l'insider trading che ha caratterizzato l'amministrazione. Tutti hanno chiesto ai repubblicani una riflessione seria su come rinascere.

La rivincita di Bernie Sanders: “Le mie politiche dietro il successo alle midterm”

La rivincita di Bernie Sanders. Le elezioni di metà mandato hanno sancito il successo dei candidati progressisti e l'affermazione di quel populismo di sinistra che dieci anni fa i democratici avevano scartato. Nel 2016, infatti la 'rivoluzione' di Sanders si scontrò con Hillary Clinton e perse un'importante battaglia. Le midterm appena chiuse segnalando invece che Sanders alla fine ha vinto la guerra.
Il senatore non è sorpreso. "No, non sono affatto sorpreso.
E' ciò in cui ho sempre creduto", ha detto in un'intervista a Politico. La sua insistenza sul populismo economico gli era valsa dieci anni fa le critiche del suo stesso partito, che lo accusò di tradire le politiche identitarie dei democratici. La sua insistenza però alla lunga si è rivelata una formula vincente che ha portato al successo in Michigan e in Texas. "Bernie ha normalizzato un tipo di campagna elettorale che punta a rivolgersi direttamente ai lavoratori", ha osservato Abdul El-Sayed, il democratico che ha vinto la corsa al Senato in Michigan.


Alaska e Mississippi in bilico, Trump chiede di spostare i voti per far vincere il suo candidato

Restano senza un vincitore le sfide per il Senato in Alaska e Mississippi, a due giorni dalle elezioni di midterm che hanno consegnato ai democratici il controllo di entrambe le camere del Congresso. Donald Trump ha chiesto di trasferire al senatore repubblicano Dan Sullivan i voti raccolti da altri candidati in Alaska, dove la democratica Mary Peltola è in lieve vantaggio.
Secondo le stime di Nbc, con il 75,5% delle schede scrutinate Peltola ottiene il 48,2%, davanti al 47,9% di Sullivan, con un margine di poco superiore a 600 voti. Un altro candidato repubblicano, Gerald Heikes, raccoglie il 2,3%. Il risultato potrebbe arrivare soltanto il 18 novembre, quando è previsto il conteggio delle preferenze successive qualora nessuno raggiunga la maggioranza al primo scrutinio. A rallentare le operazioni contribuiscono anche l'elevato ricorso al voto postale e i conteggi manuali.

La sfida è stata segnata dalle accuse secondo cui la campagna di Peltola avrebbe cercato di inserire nella scheda un candidato di nome Daniel J. Sullivan, quasi omonimo del senatore repubblicano, per confondere gli elettori. Peltola ha respinto le accuse, riportate dal New York Times e riprese da Trump e dai repubblicani per chiederne l'esclusione. "I voti del falso Dan Sullivan, sommati a quelli dell'altro 'inutile' che i democratici hanno messo sulla scheda, dovrebbero essere trasferiti immediatamente al vero Dan Sullivan, e le elezioni sarebbero finite: vincerebbe facilmente. Non c'è altra soluzione giusta!", ha scritto il presidente su Truth.
In Mississippi, con il 95,6% dei voti scrutinati, il democratico Scott Colom è al 49%, contro il 48,9% della senatrice repubblicana Cindy Hyde-Smith. Il vantaggio è salito a circa 1.200 voti, dopo essersi ridotto ad appena 23, secondo Nbc. I risultati potrebbero tardare fino al 10 novembre, termine per il conteggio delle schede provvisorie. Una vittoria farebbe di Colom il primo senatore nero eletto nello Stato dal 1881 e il primo democratico a conquistare un seggio al Senato per il Mississippi dal 1982.
I democratici hanno già raggiunto quota 54 seggi al Senato e potrebbero salire a 56 vincendo entrambe le sfide ancora aperte. Alla Camera la loro maggioranza potrebbe arrivare a 258 seggi, ben oltre i 218 necessari per il controllo dell'assemblea.

Rubio valuta dimissioni per prendere le distanze da Trump e guardare al 2028

Il segretario di stato Marco Rubio sta valutando di dimettersi dopo la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di metà mandato per prepararsi alle presidenziali del 2028. Lo riporta The Independent citando alcune fonti, secondo le quali già prima dell'esito del voto Rubio non escludeva un passo indietro. "Ha senso per lui lasciare l'amministrazione. E' uno dei papabili candidati alla Casa Bianca e non può correre se è segretario di stato e se è legato a un'amministrazione che potrebbe danneggiare le prospettive", ha detto un alleato di Rubio.

Cnn: “Repubblicani scaricano Hegseth, possibile avvio impeachment prossima settimana”

La Camera potrebbe votare già la prossima settimana per mettere sotto accusa il capo del Pentagono Pete Hegseth dopo che molti legislatori repubblicani, allarmati dalla disfatta alle midterm, si stanno affrettando ad attribuirgli la colpa dei risultati elettorali, sostenendo dietro le quinte che abbia avuto un ruolo chiave nel convincere Trump ad attaccare l'Iran senza una strategia di uscita. Lo sostiene la Cnn. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha dichiarato di voler avviare una votazione per l'impeachment di Hegseth alla ripresa del Congresso la prossima settimana, e fonti repubblicane credono che la mozione venga approvata.

Trump: “Ricevo lamentele ma terrò Hegseth”

Donald Trump ha affermato di voler mantenere Pete Hegseth alla guida del Dipartimento della Difesa. "Ho tutta l'intenzione di tenerlo", ha affermato il presidente degli Stati Uniti, a Jonathan Karl, capo corrispondente di Abc a Washington. Trump ha ammesso di aver ricevuto telefonate da persone scontente di Hegseth, ma ha commentato: "Ricevo queste chiamate sul suo conto. Non capisco perché". E - ha riferito Karl - ha inoltre riconosciuto che sarebbe più semplice ottenere la conferma di un nuovo segretario alla Difesa prima che i Democratici assumano il controllo del Senato a gennaio.

Continua lo spoglio in Alaska e Mississipi

Il controllo del Senato degli Stati Uniti è ormai deciso: 33 delle 35 sfide elettorali si sono risolte poche ore dopo la chiusura dei seggi. In Alaska e Mississippi non è stato ancora proclamato un vincitore e potrebbero volerci ancora giorni prima di conoscere l'esito. In entrambi gli Stati il candidato democratico ha un vantaggio risicato.

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