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Raspadori la scommessa di Mancini, un goleador imprevedibile per l'Europeo

Giacomo Raspadori (reuters)
La scelta del giovane attaccante del Sassuolo è la principale sorpresa nella lista dei convocati azzurri per la rassegna continentale. Pessina resta a Coverciano come riserva
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La travagliata gestazione dei 26 azzurri per l'Europeo si è chiusa con la scelta del ventisettesimo, riserva aggregata a Coverciano fino al 10 giugno, termine ultimo per le eventuali sostituzioni a 24 ore dalla prima partita in caso di emergenza: sarà Pessina, mentre Gianluca Mancini e Politano sono tornati a casa. Ma il protagonista delle convocazioni è ovviamente Giacomo Raspadori, passato dall'Europeo con l'Under 21 a quello che più sognava. Adesso, visto che nell'ultimo mese è stato accostato un sacco di volte all'allora non ancora ventiduenne Paolo Rossi di Argentina '78, approdato al Mondiale da una squadra di provincia (il Vicenza), il ventunenne attraccato al palcoscenico più nobile dalla squadra di provincia per definizione (il Sassuolo) può rivendicare sul campo sia l'illustre paragone sia la propria eventuale unicità di goleador imprevedibile: non capita tutti i giorni, o meglio in tutti i grandi tornei per Nazionali, di entrare nella lista dei convocati da predestinato pur non avendo giocato un minuto nella Nazionale maggiore e avendo sommato meno di 40 presenze (39) in serie A e segnato meno di 10 gol (8). Per il prescelto, però, garantisce Roberto Mancini, uno che di attaccanti se ne intende e che lo ha preferito all'eccellente Politano reduce da notevole stagione col Napoli, dopo avere scartato l'incostante Moise Kean, già battezzato al gol in Nazionale e in Champions League, in qualità di punta non di scorta del Psg di Neymar, Mbappé, Di Maria e Icardi (che ha talvolta spinto in panchina).

 

A Bologna un debutto da bolognese

La storia parallela dei due coetanei - li separano 10 giorni, Raspadori è nato il 18 febbraio 2000 a Bentivoglio, in provincia di Bologna, Kean il 28 febbraio dello stesso anno a Vercelli - racconta molto del metodo del ct, che come si dice in questi casi non guarda in faccia nessuno. Guarda il talento e le condizioni di forma, lui che ha lanciato Zaniolo in maglia azzurra quand'era sconosciuto ai più. Del talento dell'ultimo arrivato, che a questo punto avvista il debutto venerdì nella prova tecnica di Europeo contro la Repubblica Ceca (a Bologna, a 20 minuti da Bentivoglio, nello stadio in cui sbocciò Mancini sedicenne e nessun luogo potrebbe essere più evocativo), parla il curriculum: ha segnato quasi sempre appena ha messo piede in campo, in tutte le squadre in cui ha giocato, dal Sassuolo Primavera all'Under 21. E De Zerbi, affidandogli addirittura la fascia da capitano nella partita di due mesi fa con la Roma, ha praticato con lui la più classica delle investiture.

 

Terzo incomodo tra Immobile e Belotti

A proposito di classici, si tratta del centravanti brevilineo della tradizione italiana (1,72 per 64 chili), capace di fiutare il corridoio giusto in area e di duettare con naturalezza tecnica e gusto per gli scambi stretti e per l'assist, anche se il pezzo forte è ovviamente il tiro fulmineo: la fotografia più chiara è il 2-1 della doppietta al Milan, una girata calligrafica conservando l'equilibrio e la postura del calcio letale in un fazzoletto. Certo, l'assimilazione a Paolo Rossi contiene qualche iperbole, dettata anche dal desiderio di ritrovarne un erede: il futuro Pablito arrivò in Argentina con già 2 presenze in Nazionale e soprattutto da capocannoniere del campionato a 16 squadre, chiuso al secondo posto col Vicenza con 24 gol in 30 partite. Né va trascurato il fatto che Raspadori abbia davanti nelle gerarchie i due centravanti in perenne ballottaggio, Immobile e Belotti. Da terzo incomodo vuole cominciare subito la scalata.

 

Una rosa intercambiabile

L'abbondanza nel ruolo finisce per sottolineare la ricchezza della rosa, accentuata dall'allargamento a 26 giocatori per l'emergenza Covid: è anche grazie a questa deroga Uefa al regolamento che Mancini ha potuto chiamare Raspadori con maggiore facilità, rispetto alla situazione abituale dei 23 convocati. Il ct può attingere a un gruppo di giocatori equivalenti e per lo più intercambiabili, già avvezzi al suo 4-3-3 elastico, che in fase di possesso palla diventa 3-2-5. In porta, alle spalle di Donnarumma, ci sono Sirigu e Meret. I terzini destri sono Florenzi e Di Lorenzo, i sinistri Emerson Palmieri e Spinazzola. I centrali destri sono Bonucci e Toloi, i mancini Chiellini, Acerbi e Bastoni. I registi sono Jorginho, Sensi (che però può fare anche la mezzala) e Cristante. I registi aggiunti-interni, nella formula col doppio play, sono Verratti e Locatelli. Gli incursori-mezze ali sono Barella e Pellegrini, all'occorrenza eclettico del tridente, da esterno sinistro che si accentra, ruolo ricoperto dal titolare Insigne. Le ali destre classiche sono Chiesa, Berardi e Bernardeschi, ma tutti possono giocare anche a sinistra e Bernardeschi è il jolly d'attacco, potendo essere schierato anche da falso centravanti. I centravanti veri sono appunto tre, dalle caratteristiche diverse: il potente Immobile, il pivot Belotti, il filtrador Raspadori. Che indosserà la maglia numero 22 (Paolo Rossi aveva il 21 in Argentina e il 20 a Spagna '82): la stessa di Zoff nell'unico Europeo vinto dall'Italia, quello del 1968.

La provincia nel mosaico

Nel mosaico delle 11 squadre che forniscono i 26 di Mancini il Sassuolo sale sul podio con 3 convocati (Locatelli, Berardi e Raspadori): il trionfo della provincia. In testa c'è la Juventus con 4 (Bernardeschi, Bonucci, Chiellini e Chiesa). Seguono con 3 l'Inter (Barella, Bastoni e Sensi), il Napoli (Di Lorenzo, Insigne e Meret) e la Roma (Cristante, Pellegrini e Spinazzola), con 2 il Chelsea (Emerson e Jorginho), il Psg (Florenzi e Verratti), la Lazio (Acerbi e Immobile) e il Torino (Belotti e Sirigu), con 1 Milan (Donnarumma, in scadenza di contratto) e l'Atalanta (Toloi), anche se la migliore squadra italiana in Champions degli ultimi due anni porta pure l'aggregato Pessina. E' un mosaico senza bizantinismi, assicura il ct, pronto per l'avventura dell'Europeo.

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