Sport

Jasmine Paolini: “Prima mi accontentavo, ora nel tennis cerco la felicità”

Jasmine Paolini
Jasmine Paolini (reuters)

La tennista n. 4 al mondo, alla vigilia degli Australian Open: “La svolta alla fine del 2023, quando ho iniziato a credere in me stessa. E i risultati sono venuti di conseguenza”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

2 minuti di lettura

Melbourne – Non è solo per quel sorriso, che ti fa innamorare subito. Sono la freschezza, la spontaneità. Una semplicità solare. Anche quando i giornalisti stranieri l’assediano di domande, e lei timidamente – in inglese, con l’accento toscano – chiede aiuto perché non ricorda come si pronuncia la parola: pressione.

Jasmine Paolini, 29 anni da una settimana, numero 4 al mondo. La stagione scorsa finalista a Wimbledon e Parigi, l’oro olimpico.

“Però. Chi l’avrebbe mai detto?”.

Vuol dire che non ci credeva nemmeno lei?

“Proprio così. E se ci penso, che peccato. Ma mica solo da giovanissima, no: avevo già 23-24 anni, eppure non avevo neanche il coraggio di pensare che avrei potuto qualificarmi per uno Slam. Mi accontentavo, me lo facevo bastare”.

La troppa modestia può diventare una prigione.

“In questi tempi me lo sono chiesto tante volte: perché prima non sei stata più ambiziosa? Come atleta, e come persona. Nessuna risposta. È successo, pazienza. Sono stata comunque molto fortunata”.

Un giorno ha fatto clic.

“Poco alla volta, e tutto insieme. Ho cominciato a credere in me stessa, a vincere qualche partita nei tornei maggiori, a fare punti nel ranking”.

Solo una questione di testa?

“La svolta è arrivata verso la fine del 2023. E poi all’inizio dell’anno passato. Il quarto turno qui agli Australian Open. Soprattutto, la vittoria nel torneo di Dubai. Il mondo ha cominciato a girare in un altro modo”.

Filippo Volandri dice che il tennis è fatto di sensazioni: se le cose vanno bene, non possono che migliorare. Si acquistano fiducia, aggressività. Coraggio.

“Dopo Dubai, sono arrivate le finali al Roland Garros e a Londra. Poi l’oro in doppio con Errani. Un sogno. Speriamo che continui”.

Ha dei dubbi?

“No, ma non sarà facile ripetere una stagione come quella passata: meglio non fare paragoni, non ha senso, guardiamo davanti a noi. Da un giorno all’altro mi sono ritrovata famosa, soprattutto in Italia: strana sensazione, la gente che ti riconosce e fa i complimenti. Senti amore, attenzione. Da noi il tennis è cresciuto moltissimo, non si parla d’altro: è bello. Naturalmente, ci sono tante aspettative intorno a me. Non devo farmi mettere pressione. Perché io lo so, che cosa cerco”.

Cosa?

“La felicità. Giocando. Voglio divertirmi e divertire il pubblico. Sono qui per migliorare: adesso voi direte nel servizio! Bella scoperta, lo sappiamo tutti. E anche per imparare dalle più forti del mondo. Quando ti confronti con loro, in grandi stadi, hai l’opportunità di crescere enormemente”.

Basta, con tutta questa modestia. In classifica ne ha davanti solo tre.

«Due giorni fa mi sono allenata con Sabalenka. Un fenomeno. E per me, un grande esercizio. Anche nel 2024, quando ho perso, ho fatto tesoro di tante cose che mi aiuteranno nelle partite solo apparentemente più semplici».

Prometta di non arrabbiarsi più durante certe partite “facili”.

“È che a volte non riesco ad esprimermi come vorrei, incontro avversarie che mi pongono dei problemi e non li riesco subito a gestire: mi innervosisco troppo, perdo la bussola. Grave errore, non deve più accadere. Non accadrà. Ho la soluzione a quei problemi, mi basta mantenere la stessa serenità che ho nella vita quotidiana”.

Melbourne è un bel posto per ricominciare.

“Qui è tutto raccolto, la città a due passi dai campi, ci sono dei buoni ristoranti italiani. Non ho bisogno di molto per restare allegra, sono un tipo semplice. Sorrido sempre”.

I commenti dei lettori