Mourad Aliev è un pugile francese di origine russa (a 6 anni arrivò in Francia con la famiglia per motivi politici): medio livello, ma buona personalità, a volte anche troppo spiccata. Quando partecipò ai giochi di Tokyo per la nazionale francese, passò il primo turno ma al secondo, opposto al britannico Frazer Clarke, fu squalificato. L’arbitro gli imputava di aver usato troppe volte la testa per colpire l’avversario, lui non era affatto d’accordo e, in una scena surreale, stette seduto un’ora sul ring contestando la decisione.
Follia sul ring di Istanbul
Quanto accaduto sabato alla Uelker Sport Arena di Istanbul ha però ampiamente superato la scena di Tokyo. Opposto al turco Umut Camkiran per il titolo Siver dei massimi Wbc (permette di guadagnare punti per scalare le classifiche), Aliev – dopo aver ascoltato il verdetto, a lui favorevole – ha pensato bene di portarsi la mano sulle parti intime facendo al pubblico un chiaro gesto con riferimenti sessuali.
Gestaccio al pubblico, poi l’aggressione
“Volevo solo far capire a tutti che il mio avversario mi ha colpito più volte sotto la cintura, oltre che alla nuca. Sono stato frainteso, ero salito sul ring con la bandiera turca”. Peccato che queste spiegazioni Aliev le abbia date a distanza di ore. A caldo le cose sono degenerate. Prima il suo avversario gli ha rifilato un pugno, poi parecchi scalmanati sono saliti sul ring colpendolo in ogni modo. Scortato dal servizio d’ordine, Aliev ha raggiunto lo spogliatoio tra insulti, sedie che volavano e altri colpi che gli uomini della sicurezza – non particolarmente efficienti nel difenderlo – non hanno del tutto evitato.