L'approccio dell'Europa, che continua a parlare della necessità di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, rende impossibile qualsiasi dialogo con Mosca. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che i rappresentanti europei dovrebbero essere presenti al tavolo dei negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina, ma l'attuale posizione europea non consentirebbe di avviare un confronto.
Ucraina: raid russi su rete elettrica, blackout in 650 località
Oltre 650 località della regione ucraina di Zhytomyr sono rimaste senza elettricità in seguito agli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche. I bombardamenti hanno provocato interruzioni della corrente anche nelle regioni di Dnipropetrovsk e Kiev, mentre altri impianti energetici sono stati danneggiati in diverse zone del Paese. "Il nemico ha nuovamente attaccato le infrastrutture energetiche della regione. A seguito degli ultimi raid, oltre 650 località sono rimaste senza elettricità", ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Zhytomyr, Vitali Bunechko, precisando che i tecnici sono al lavoro per ripristinare le forniture. Nella regione di Dnipropetrovsk, quasi 100mila utenze risultavano ancora senza corrente questa mattina dopo gli attacchi notturni. "E' stata una notte difficile. Il nemico ha continuato a colpire gli impianti elettrici della regione", ha dichiarato il governatore Oleksandr Ganzha. I nuovi bombardamenti hanno provocato ulteriori blackout, dopo che i tecnici erano riusciti a ripristinare l'elettricità per quasi tutte le utenze colpite dagli attacchi del giorno precedente. Anche a Kiev sono stati introdotti tagli di emergenza alla fornitura elettrica a causa dei continui attacchi russi alla rete. Lo ha annunciato la società energetica privata Dtek, spiegando che le squadre di manutenzione stanno riparando le apparecchiature danneggiate compatibilmente con le condizioni di sicurezza. Nella regione di Vinnytsia, un nuovo attacco massiccio ha preso di mira durante la notte le infrastrutture energetiche, secondo quanto riferito dalla responsabile dell'amministrazione militare regionale, Natalia Zabolotna.
Cremlino: “Impossibile dialogare con europei se mantengono questo approccio”
L'approccio dell'Europa, che continua a parlare della necessità di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, rende impossibile qualsiasi dialogo con Mosca. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando con il giornalista di Vesti Pavel Zarubin. Secondo Peskov, i rappresentanti europei dovrebbero essere presenti al tavolo dei negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina, ma l'attuale posizione europea non consentirebbe di avviare un confronto. "Questa è una situazione molto difficile. Da un lato, dovrebbero essere al tavolo delle trattative. Ma perché dovrebbero esserci ora con questo approccio? È inutile. Ecco perché non ci sono adesso", ha dichiarato. Peskov ha citato in particolare il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, che a suo dire hanno scelto di parlare a titolo nazionale, distinguendosi dall'atteggiamento di Bruxelles e degli altri rappresentanti europei. "Con un simile approccio, è impossibile dialogare con loro", ha aggiunto.
Cremlino: “Putin non si è mai rifiutato di parlare con Zelensky, gli risponderebbe”
Il presidente russo Vladimir Putin risponderebbe a una telefonata del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, poiché non ha mai rifiutato di parlare con lui, secondo quanto riferito domenica dall’agenzia di stampa Interfax, citando un funzionario del Cremlino. “Penso che risponderebbe, ovviamente. Putin non ha mai rifiutato di dialogare”, ha affermato Yuri Ushakov, funzionario del Cremlino, secondo quanto riportato da Interfax.
Ft: “Mar Nero sotto tiro, il grano russo passa dall'Artico e i prezzi si impennano”
La Russia è costretta a spedire grano attraverso l'Artico a causa dei combattimenti nel Mar Nero, e poiché gli agricoltori devono esportare i loro prodotti da porti situati a migliaia di chilometri di distanza, lievitano i costi per gli acquirenti esteri. Lo scrive il Financial Times. La Russia, afferma il quotidiano, sta sperimentando l'esportazione di grano attraverso il porto artico di Murmansk, a migliaia di chilometri dalle zone di produzione, poiché la campagna di attacchi con droni condotta dall'Ucraina ha di fatto interrotto la rotta tradizionale attraverso il Mar Nero. Mercoledì, una nave portarinfuse è arrivata a Murmansk per caricare 29.500 tonnellate di grano, destinate a un carico di prova per acquirenti in Nord Africa. Tali disagi hanno fatto aumentare i costi per gli acquirenti esteri, mentre, al contempo, i prezzi corrisposti agli agricoltori russi e ucraini sono crollati. Secondo la società russa di trasporto ferroviario merci Rusagrotrans, tra luglio e settembre le esportazioni di grano russo sono diminuite del 38% rispetto allo scorso anno, nonostante un raccolto migliore. Stando ai dati di Fastmarkets, da metà luglio le tariffe di trasporto su alcune rotte del Mar Nero sono più che raddoppiate, costringendo gli importatori a cercare soluzioni alternative. Gli esportatori hanno fatto ricorso a soluzioni sempre più ingegnose. Alcune imbarcazioni navigano verso l'interno dal Mar d'Azov, risalendo il fiume Don e attraversando il canale Volga-Don in direzione del Mar Caspio, per raggiungere gli acquirenti in Iran. Altri utilizzano container per trasferire i cereali dai vagoni ferroviari alle navi, presso terminal privi di strutture convenzionali per il carico di merci alla rinfusa. Tuttavia, queste alternative non possono sostituire i porti meridionali. Il prezzo del mais ucraino nei magazzini dell'entroterra è sceso di quasi un quinto in tre settimane. Secondo fonti consultate dal Ft i produttori "sono costretti a vendere in perdita, pur di continuare l'attività", ha dichiarato.
Ghana: accordo con la Russia per costruire centrale nucleare
Il Ghana e la Russia hanno raggiunto un accordo per collaborare alla costruzione di una centrale nucleare da 2mila megawatt nel Paese africano. L'intesa è stata raggiunta dai presidenti John Dramani Mahama e Vladimir Putin durante il vertice Russia-Africa, svoltosi giovedì e venerdì a Mosca, secondo quanto annunciato dalla presidenza ghanese. "Tra i principali risultati figura l'impegno della Russia a collaborare con il Ghana per realizzare una centrale nucleare da 2.000 megawatt, che rafforzerà la sicurezza energetica e sosterrà l'industrializzazione", si legge in un comunicato diffuso dalla presidenza di Accra.
Ucraina, un drone ha colpito un "impianto industriale" a est di Mosca
Un drone ha colpito nella notte un "impianto industriale" nel distretto di Kstovo, nella regione russa di Nizhny Novgorod, a est di Mosca. Lo ha riferito il governatore Gleb Nikitin, dopo che i media ucraini avevano riportato un attacco alla raffineria petrolifera di Kstovo, considerata una delle maggiori del Paese. Nikitin ha parlato di un "massiccio attacco con droni", precisando che l'impianto ha riportato "danni significativi". "Oltre 100 droni sono stati distrutti" e, secondo le prime informazioni, non si registrano vittime, ha aggiunto il governatore, senza specificare le attività dello stabilimento colpito. I media ucraini hanno identificato il sito nella raffineria di Kstovo, che produce carburanti e lubrificanti. Venerdì Mosca aveva denunciato la ripresa degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe dopo una pausa di alcuni giorni. Il vice premier russo, Alexander Novak, aveva dichiarato alla televisione di Stato che erano stati colpiti tre raffinerie e un complesso petrolchimico.
Nella notte neutralizzati 371 dei 433 droni lanciati dalla Russia
Le forze di difesa aerea di Kiev annunciano di aver neutralizzato 371 dei 433 droni (64 dei quali di tipo Shahed con motore a reazione) lanciati dai russi sul territorio ucraino durante la notte impiegati dalle truppe russe per attaccare l'Ucraina dalla sera del 31 ottobre. Lo scrive Ukrinform, citando l'aeronautica militare su Telegram. Sono stati registrati impatti in 16 località, mentre i detriti dei bersagli abbattuti sono caduti in 14 punti, si legge nel bollettino.
Impianto industriale russo colpito a est di Mosca
Un "impianto industriale" è stato colpito da un attacco di droni in una regione a est di Mosca. Lo riferiscono le autorità russe, mentre l'Ucraina ha affermato di aver colpito un'importante raffineria di petrolio. "Nella regione di Nizhny Novgorod, è in corso un massiccio attacco di droni, con oltre cento velivoli distrutti", ha dichiarato in un comunicato il governatore della regione, Gleb Nikitin. "Secondo le prime informazioni, non ci sono vittime.