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Guerra Ucraina - Russia, le news. Zelensky: “Raid devastante su un centro aiuti, almeno 24 morti”

Guerra Ucraina - Russia, le news. Zelensky: “Raid devastante su un centro aiuti, almeno 24 morti”
Hackerate app di allerta russa e ucraina. Finita la tregua umanitaria a Oleshky, iniziata il 27 ottobre: evacuate 800 persone. E Mosca riprende gli attacchi a Kherson
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"Attacco russo assolutamente devastante contro l'abitato di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Dalle prime ore di questa mattina, il centro abitato è stato colpito più volte da bombe aeree". Lo denuncia su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il bilancio delle vittime del raid su una scuola usata come centro aiuti è di almeno 24 morti e di cinque feriti.

Doppio attacco hacker alle app di allerta russa e ucraina. L’allarme è stato lanciato da Kiev e Mosca: sono state diffuse false informazioni tramite i sistemi utilizzati per avvisare i cittadini in caso di raid o pericoli. Intanto è terminata la tregua a Oleshky, partita il 27 ottobre per consentire un’operazione umanitaria.

Sale ad almeno 24 morti il bilancio delle vittime dell’attacco russo a Komyshuvakha

Il bilancio delle vittime degli attacchi russi contro un istituto scolastico in uno degli insediamenti del distretto di Zaporizhizhia è salito a 24, tra cui 2 soccorritori e 4 agenti di polizia. Altre 5 persone sono rimaste ferite, tra cui 2 soccorritori". È quanto fa sapere il Servizio statale per le emergenze dell'Ucraina in merito all'attacco lanciato dalla Russia contro una scuola utilizzata come centro aiuti a Komyshuvakha

Zelensky: “I raid nel Sud-Est annientano le speranze di pace”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli attacchi russi, costati la vita ad almeno 18 persone in un villaggio del Sud-Est, Komyshuvakha, hanno infranto le speranze di un "progresso verso la pace" che erano state suscitate da una rara tregua locale la scorsa settimana. "Dopo l'operazione umanitaria a Oleshky, c'è stato un momento in cui i passi successivi avrebbero potuto dimostrare che un progresso verso la pace era possibile. Con queste uccisioni, la Russia invia un segnale esattamente opposto: la Russia punta a ulteriori uccisioni", ha denunciato Zelensky sui social media

Zelensky: “Attacco devastante su Komyshuvakha, almeno 18 morti”

"Attacco russo assolutamente devastante contro l'abitato di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Dalle prime ore di questa mattina, il centro abitato è stato colpito più volte da bombe aeree". Lo denuncia su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, affermando che in questi raid "sono stati riportati 18 morti" e cinque feriti. "Gli attacchi hanno preso di mira una scuola utilizzata per attività umanitarie, dove le persone stavano ricevendo aiuti umanitari", ha spiegato Zelensky, aggiungendo che si continuano a cercare "eventuali dispersi"

L’AfD rafforza la linea pro-Trump e filo-Mosca: “Basta aiuti militari a Kiev”

Gli esponenti della politica estera del gruppo parlamentare dell'AfD al Bundestag hanno ribadito - in due documenti programmatici - la vicinanza al governo statunitense guidato dal presidente Donald Trump e la richiesta di porre fine al sostegno all'Ucraina, accompagnata da un riavvicinamento alla Russia. Il portavoce per la politica estera e vicecapogruppo Markus Frohnmaier, il vicepresidente del gruppo parlamentare Stefan Keuter e il vicecapo del gruppo di lavoro sulla politica estera del gruppo parlamentare, Gerold Otten, hanno presentato i documenti a Berlino. Essi auspicano una "cooperazione transatlantica reciprocamente vantaggiosa e pragmatica" e accolgono con favore alcuni aspetti del nuovo orientamento di politica estera sotto Trump, che inoltre si oppone - nelle organizzazioni internazionali - a quella che nel documento definiscono una "ideologia woke". Sulle relazioni tedesco-russe vengono ribadite le ben note richieste dell'AfD, quali la rimessa in funzione del gasdotto del Mar Baltico Nord Stream, la fine delle sanzioni economiche contro la Russia e la sospensione degli aiuti militari all'Ucraina. "La guerra in Ucraina è una tragedia che dovrebbe terminare il prima possibile", si legge accanto alla richiesta di una "soluzione di pace che tenga conto degli interessi di sicurezza di tutte le parti in conflitto"

Commissario Kiev: “Io e l’omologa russa abbiamo scritto a Melania, sì ad altre Oleshky”

Il commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino, ndr) Dmytro Lubinets, ha dichiarato di aver concordato con la sua collega russa, Yana Lantratova, di rivolgere un appello alla First Lady statunitense affinché estenda la missione umanitaria da Oleshky ad altri insediamenti in situazioni di difficoltà. Lo riporta la Ukrainska Pravda. "So che anche la controparte russa, la difensore civico Lantratova - ha detto Lubinets - ha tenuto oggi una conferenza stampa e si è rivolta ufficialmente a Melania Trump con la proposta di condurre missioni umanitarie simili in altri insediamenti. "Voglio fare esattamente la stessa cosa ora. Questo è un progetto che realizziamo insieme a lei. Ci rivolgiamo entrambi a Melania Trump per diffondere questa pratica positiva ad altri insediamenti, e non solo alla regione di Kherson"

Putin decreta l'impiego di data center privati per le funzioni pubbliche

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato un decreto che impone a tutti i proprietari di data center privati di riservare il 10% del proprio spazio e della propria capacità all'utilizzo da parte del governo per "garantire il funzionamento delle risorse informatiche all'interno della Federazione Russa". Secondo il preambolo del documento, che è pubblicato sul portale per le informazioni normative, il decreto è stato firmato "in relazione alla necessità di adottare misure immediate in risposta alle azioni ostili di alcuni Stati stranieri, al fine di garantire il funzionamento delle risorse informative di proprietà di cittadini russi e persone giuridiche russe all'interno della Federazione Russa". Lo spazio e la capacità riservati continueranno a essere utilizzati dai data center e, previa decisione della Commissione governativa per lo sviluppo digitale, dovranno essere rese disponibili entro 24 ore. Le autorità potranno inoltre fissare una tariffa massima per la fornitura della capacità riservata ad uso pubblico. In base al decreto sarà possibile inoltre l'utilizzo temporaneo di capacità di calcolo al di fuori della Federazione Russa, previa approvazione del Servizio di Sicurezza Federale (Fsb). In precedenza, Vedomosti aveva riportato che la società statale per le comunicazioni, Rostelecom, stava valutando la possibilità di creare data center sotterranei con una maggiore protezione contro le minacce esterne, compresi gli attacchi di droni

Arcivescovo di Kiev: “Ci sono molte altre Oleshky”

"Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla tregua e all'evacuazione delle persone da questa città martoriata, i cui abitanti soffrivano la fame da molti mesi. Tuttavia, vogliamo ricordare che nei territori occupati ci sono molte altre città come Oleshky". Lo sottolinea l'arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk in un messaggio video nel quale ringrazia il Pontefice per gli aiuti umanitari arrivati tramite L'Elemosiniere. "Questa settimana - osserva Shevchuk - siamo particolarmente grati per la visita in Ucraina dell'Elemosiniere di Sua Santità, mons. Luis Marín de San Martín. Si è recato a Zaporizhzhia, Poltava e Kiev, trovandosi direttamente nel cuore dei bombardamenti e degli attacchi contro le nostre città e i nostri paesi. Siamo grati che in questo modo papa Leone XIV desideri abbracciare l'Ucraina con il suo aiuto umanitario". "Vogliamo ricordare ancora una volta che l'Ucraina non finisce sulla linea del fronte. Questa settimana - osserva She - ha attirato particolare attenzione l'azione di salvataggio degli abitanti di Oleshky. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla tregua e all'evacuazione delle persone da questa città martoriata, i cui abitanti soffrivano la fame da molti mesi. Tuttavia, vogliamo ricordare che nei territori occupati ci sono molte altre città come Oleshky. E oggi dobbiamo renderci conto che i nostri fratelli e le nostre sorelle, gli ucraini che si trovano al di là della linea del fronte, sono ucraini esattamente come noi"

Bombe russe su Izyum, un morto e 27 feriti tra cui due bambini

Una persona è rimasta uccisa e ventisette ferite a seguito degli attacchi russi con bombe aeree guidate sulla città di Izyum, nella regione di Kharkiv. La notizia è stata diffusa su Facebook dalla Direzione Generale della Polizia Nazionale nella regione di Kharkiv, secondo quanto riportato da Ukrinform. "Secondo i dati preliminari, una persona è rimasta uccisa e altre 27 ferite. Tra queste, un bambino di 11 anni e una bambina di 10 anni", si legge nel rapporto. Il defunto è un uomo, i suoi dati sono in fase di accertamento. Secondo la Procura regionale di Kharkiv, i russi hanno colpito la città con quattro Fab-500 dotati di modulo Umpk. L'amministrazione militare della città ha riferito che Izyum è rimasta completamente senza elettricità a causa dei danni alle linee ad alta tensione

La Russia esce dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura

Mosca si è ufficialmente ritirata dalla Convenzione europea per la prevenzione della tortura, ponendo fine così a ogni tipo di monitoraggio indipendente delle carceri russe. Lo ha annunciato il Consiglio d'Europa. Il ritiro comporta che il comitato della Convenzione contro la tortura non possa più verificare le condizioni di trattamento dei detenuti in Russia. Mosca aveva annunciato l'intenzione di abbandonare la Convenzione già l'anno scorso; ora il ritiro è diventato effettivo. Sebbene la Russia abbia aderito alla Convenzione alla fine degli Anni '90, gli attivisti per i diritti civili hanno ripetutamente denunciato che la tortura e i trattamenti degradanti sono una pratica diffusa nelle stazioni di polizia e nei centri di detenzione russi. Anche quasi tutti i prigionieri di guerra ucraini rilasciati nel corso di scambi hanno riferito di aver subito torture in Russia. Tra il 1998 e il 2021, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha effettuato 30 missioni, visitando 450 luoghi di detenzione. Tuttavia, il Comitato ha sottolineato che la Russia e' stata l'unico Paese a non consentire quasi mai la pubblicazione dei rapporti relativi a tali visite; di fatto, sono stati resi pubblici i resoconti di sole quattro missioni. In seguito all'inizio della guerra russa contro l'Ucraina, al Comitato è stato impedito di effettuare ulteriori visite. L'organismo ha dichiarato di aver ricevuto, in più occasioni, segnalazioni di torture e abusi sia in Russia che nelle aree dell'Ucraina sotto occupazione russa. La Convenzione europea per la prevenzione della tortura, risalente alla fine degli Anni '80, rientra nel quadro dei trattati del Consiglio d'Europa, la più grande organizzazione intergovernativa europea dedicata ai diritti umani. A causa della guerra in Ucraina, la Russia è stata esclusa dal Consiglio d'Europa nel 2022. Mosca ha giustificato il proprio ritiro dalla Convenzione affermando di non poter più prendere parte al Comitato contro la tortura

Mosca, "segnali" che aziende italiane vogliono tornare in Russia

Mosca sta ricevendo segnali da parte di aziende italiane che esprimono il desiderio di tornare sul mercato russo. Lo ha dichiarato in un'intervista a Ria Novosti Dmitry Birichevsky, direttore del dipartimento per la cooperazione economica presso il ministero degli Esteri russo. "Stiamo effettivamente ricevendo tali segnali e possiamo confermare quanto affermato da Vittorio Torrembini", presidente dell'associazione di imprenditori italiani in Russia Gim Unimpresa, ha dichiarato il diplomatico all'agenzia, rispondendo a una domanda in merito. Il ministero degli Esteri russo, da parte sua, accoglie con favore questo orientamento del business italiano, ha osservato Birichevsky. "Siamo pronti a offrire loro assistenza, tenendo naturalmente conto degli interessi di sviluppo dell'economia russa e dell'attuale situazione del nostro mercato", ha aggiunto

Analisi Afp: “La Russia ha perso terreno a ottobre”

Le forze russe hanno leggermente perso terreno lungo il fronte ucraino a ottobre, secondo un'analisi Afp dei dati dell'Institute for the Study of War, cedendo complessivamente 28 chilometri quadrati. In linea più generale, Mosca sta registrando un più ampio rallentamento nei guadagni territoriali in Ucraina dall'inizio del 2026: i principali movimenti sulla linea del fronte negli ultimi mesi si sono concentrati sulle città orientali di Sloviansk e Kramatorsk nella regione di Donetsk. Secondo la precedente analisi Afp sui dati Isw dello scorso settembre, le forze ucraine avevano guadagnato 172 chilometri quadrati durante una controffensiva intorno alle città di guarnigione di Kramatorsk e Lyman. L'operazione è continuata a ottobre, con le truppe di Kiev che hanno riconquistato 60 chilometri quadrati. Allo stesso tempo, le forze russe sono avanzate a sud di Kramatorsk. Mosca controlla ora quasi il 20% del territorio ucraino, ma i suoi guadagni medi sono rallentati da circa 400 chilometri quadrati al mese nel 2025 a 11 chilometri quadrati al mese quest'anno

La Polonia schiera l’unità antiterrorismo al confine russo: “Rischio di sabotaggi e incursioni”

Il quartier generale della polizia polacca (Kgp) ha istituito una task force antiterrorismo nel nord-est del Paese, al confine con la Russia, a seguito di avvertimenti dell'intelligence su potenziali sabotaggi russi e incursioni. Lo annuncia il capo della polizia di Stato. L'operazione congiunta di sicurezza, che vede schierati polizia, esercito, guardia di frontiera e forze speciali polacche, è attualmente in corso nelle province di Warminsko-Mazurskie e Podlaskie, che confinano con l'exclave russa di Kaliningrad.
Marek Boron, il comandante in capo della polizia polacca, ha dichiarato all'emittente Rmf Fm che l'operazione è una risposta diretta a minacce concrete che il Paese deve affrontare. "La polizia sta mettendo in sicurezza il perimetro di Kaliningrad contro potenziali sviluppi che potrebbero portare ad atti di diversione e sabotaggio", ha affermato Boron. Secondo fonti di sicurezza citate dall'emittente, il governo polacco ha ricevuto avvertimenti la scorsa settimana dal Servizio di intelligence militare (Sww) e dalle agenzie di intelligence alleate, i quali indicavano che gruppi armati avrebbero potuto tentare di violare il confine di Stato dal lato russo nei prossimi giorni.

Kiev: “Né noi né Mosca riveleremo il numero degli evacuati da Oleshky”

Nell'ambito degli accordi con la parte russa, le autorità ucraine non pubblicheranno i dati relativi al numero di residenti di Oleshki che hanno scelto di tornare in Ucraina, né al numero di cittadini che si sono trasferiti nei territori controllati dalla Federazione Russa. Lo ha detto il Commissario per i diritti umani del parlamento di Kiev, Dmytro Lubinets, in una conferenza stampa ripresa dai media ucraini, dopo che Melania Trump ha rivelato che gli evacuati dalla cittadina del Kherson durante la tregua sono stati 800.
"Voglio che tutti comprendano queste informazioni, perché ciò che abbiamo fatto a Oleshky è un potenziale meccanismo che possiamo applicare ad altri insediamenti in cui i nostri cittadini vivono attualmente in condizioni simili", detto Lubinets. "Ecco perché né io né la parte russa renderemo ufficialmente noti i numeri. Non voglio assolutamente che la questione si trasformi in una gara a 'chi ha fatti rientrare più persone'. Questo non contribuisce all'obiettività. Lubinets ha invece riferito che insieme ai cittadini sono stati evacuati da Oleshky 105 animali domestici, tra cui 4 pappagalli.

Cremlino: “Per ora impossibile la ripresa del gas russo verso la Ue”

La ripresa del transito di gas russo verso l'Europa tramite l'Ucraina "è improbabile per ora", ma non è detto che non succeda un giorno. A chiarirlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, a commento delle indiscrezioni del Wall Street Journal.
Secondo il Wsj, gli Stati Uniti sostengono una ripresa in tempi rapidi delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa, attraverso gasdotti che attraversano l'Ucraina, grazie all'intervento di intermediari statunitensi così da aggirare le sanzioni Ue. "Finora, è quasi impossibile parlarne. In effetti, la situazione sul campo testimonia più che eloquentemente l'impossibilità di attuare tali piani al momento. Ma cosa succederà in futuro, lo vedremo," ha detto Peskov a quanto riportato dall'agenzia Tass.

Un morto e 11 feriti nell’attacco russo a Izyum

E' di un morto e 11 feriti il bilancio dell'attacco russo di stamattina Izyum. Lo ha scritto su Facebook il capo dell'amministrazione militare regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov. "Il numero dei feriti a causa dei bombardamenti russi a Izyum è salito a 11. In particolare, un bambino di 11 anni ha riportato una grave reazione da stress", si legge nel comunicato.
Secondo Sinegubov, intorno alle 9 del mattino i russi hanno colpito la città con diversi bombardamenti aerei guidati. Le forze di Mosca hanno colpito un palazzo di 5 piani, distruggendo i piani dal 1° al 3°. Un altro edificio di 4 piani è stato colpito. Almeno 14 abitazioni private, 2 negozi e 6 automobili sono stati danneggiati. Sono in corso le operazioni di ispezione dell'area e di bonifica, ha aggiunto Sinegubov.

Cremlino: “Midterm questione interna americana, ma come tutti seguiamo con attenzione”

Le imminenti elezioni di metà mandato del Congresso statunitense sono una questione interna degli Stati Uniti, ha affermato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, sottolineando che, come il resto del mondo, le seguirà da vicino. "Noi, ovviamente, la stiamo seguendo con molta attenzione, così come il resto del mondo", ha dichiarato Peskov, citato da Interfax. "Il presidente (Donald) Trump resterà presidente fino alla fine del suo mandato e continuerà a condurre la sua politica estera", ha inoltre dichiarato il portavoce del Cremlino, interrogato sulla possibilità che queste elezioni possano influenzare la soluzione del conflitto con l'Ucraina.

Cremlino: “Non ci sono piani per un incontro Putin-Trump ad Apec, ma parleranno”

Il Cremlino ha chiarito che, al momento, non c'è nessun piano per un incontro bilaterale tra il presidente russo Vladimir Putin e l'americano Donald Trump al vertice Apec di Shenzhen, il 18 e 19 novembre. Ma se entrambi saranno lì, "si parleranno comunque in qualche modo", ha spiegato il portavoce Dmitri Peskov.

Media: la Russia ha usato la tregua per rafforzarsi a Oleshky

L'esercito russo ha utilizzato il cessate il fuoco di Oleshky per rafforzare le sue posizioni nell'area. Lo ha rivelato l'emittente britannica SkyNews. Un suo giornalista, Stuart Ramsey, ha avuto accesso alle riprese effettuate da droni ucraini tra il 27 ottobre e ieri notte. E ha potuto accertare che prima, durante e dopo l'operazione umanitaria per portare aiuti alla popolazione e mettere in salvo 800 sfollati, i russi hanno utilizzato il corridoio umanitario per scopi militari.
Nei filmati si vedono le forze di Mosca portare mezzi pesanti a Oleshky e nei villaggi vicini, così come armi, munizioni, personale militare e cibo. I soldati sono andati di casa in casa a cercare nuove postazioni e hanno riconquistato posizioni che avevano perso in precedenza.
Non solo. Hanno tentato di "coprire le loro tracce" portando via dall'obitorio dell'ospedale i corpi dei civili morti a causa dei bombardamenti e delle mine. I cadaveri sono stati messi in sacchi bianchi e caricati su un camion, sotto gli occhi di soldati russi.

La Russia riprende gli attacchi a Kherson dopo lo stop della tregua

Come si temeva, dopo la fine della tregua a Oleshky la Russia ha ripreso gli attacchi contro la regione di Kherson. "Intorno alle 8 di questa mattina, occupanti russi hanno attaccato un'auto con un drone nel quartiere di Korabelny" di Kherson, hanno reso noto le autorità locali in un comunicato. Una donna di 62 anni e un uomo di 73 anni sono rimasti feriti.

Mosca: “Colpito deposito di lanciamissili Neptune nella regione di Odessa”

Le forze russe hanno colpito durante la notte un deposito di lanciamissili antinave Neptune nella regione di Odessa, secondo quanto riportato dal ministero della Difesa di Mosca.
"Sono stati colpiti un rifugio e un deposito di lanciamissili antinave Neptune vicino al villaggio di Tuzla", si legge nel post del ministero su Telegram.
Le forze russe hanno anche attaccato una nave che trasportava rifornimenti per l'esercito ucraino a 58 chilometri a sud di Odessa, ha aggiunto il ministero.

La Russia vieta l'esportazione di alcuni prodotti petrolchimici per l'industria

La Russia ha imposto un divieto temporaneo all'esportazione di alcuni prodotti petrolchimici al di fuori dell'Unione Economica Eurasiatica, secondo quanto riportato dal servizio stampa del governo. La decisione mira a garantire un approvvigionamento stabile di materie prime per le industrie russe, si legge nella dichiarazione pubblicata sul sito web del governo.
"Le restrizioni saranno in vigore per tre mesi e si applicano all'esportazione di benzene, toluene, ortoxilene, paraxilene e fenolo derivati da carbone e petrolio. Questi prodotti sono utilizzati, tra l'altro, nella produzione di vernici e pitture per l'industria automobilistica, aeronautica, navale e ferroviaria, per imballaggi alimentari, pavimentazioni e materiali isolanti per cavi, nonché nell'industria medica", si legge nella nota.
Il divieto non si applicherà all'esportazione ai prodotti in transito, agli aiuti umanitari internazionali o a sostegno delle organizzazioni russe nelle isole Svalbard.

Kiev: “Colpito un impianto petrolifero nella regione russa di Samara”

Droni ucraini hanno colpito un impianto petrolifero nella regione di Samara, nella città di Prosvet, a circa 835 chilometri a nord-est del confine in un attacco avvenuto questa notte. Lo riferiscono i canali di monitoraggio ucraini Supernova+ ed Exilenova+. Le riprese effettuate da testimoni oculari residenti locali mostrano del fumo che si innalza sopra la città alle prime luci dell'alba. Il Kyiv Independent non è in grado di verificare autonomamente gli obiettivi o l'entità dei danni causati dagli attacchi.
L'impianto di Prosvet, un nodo cruciale della rete di oleodotti russa, è composto da stazioni di pompaggio, depositi di stoccaggio e impianti di miscelazione. Secondo lo Stato maggiore ucraino, l'impianto miscela petrolio proveniente dalla Siberia occidentale e da altre regioni produttrici di petrolio della Russia per produrre carburante destinato all'esportazione per le forze armate russe.

Bulgaria, la filorussa Yotova vince le presidenziali con il 57,7%

La presidente ad interim della Bulgaria, Iliana Yotova, considerata filorussa, ha vinto nettamente il secondo turno delle elezioni presidenziali di domenica, ottenendo il 57,7% dei voti contro il 39,4% del rivale europeista Andrey Gyurov. Lo confermano i dati ufficiali diffusi oggi dalla Commissione elettorale centrale del Paese balcanico, con il 99,68% delle schede scrutinate. L'affluenza si è attestata al 27%, quattro punti percentuali in più rispetto al primo turno della scorsa settimana, che aveva registrato la partecipazione più bassa in Bulgaria dalla caduta del comunismo nel 1989.

Mosca, abbattuti nella notte 212 droni ucraini

Le forze di difesa aerea russe hanno intercettato e distrutto 212 droni ucraini nel corso della notte. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa russo. I velivoli senza pilota sono stati abbattuti sopra le regioni di Brjansk, Belgorod, Kursk, Kaluga, Tula, Vorone, Pskov, Orël, Lipeck, Saratov, Samara, Rjazan', Tambov e Rostov, la regione di Mosca, il territorio di Krasnodar, la Crimea, nonché sui mari Nero e d'Azov.

Melania Trump: “Evacuate quasi 800 persone da Oleshky”

La tregua a Oleshky si è conclusa dopo aver consentito l'evacuazione di quasi 800 persone dalla cittadina del sud-est dell'Ucraina, prossima alla linea del fronte: lo ha riferito la "first lady" americana Melania Trump. In un messaggio pubblicato su X. "La missione è stata un successo, ha permesso di fornire aiuti essenziali e ha consentito l'evacuazione di quasi 800 persone", si legge nel testo. "A nome degli Stati Uniti, mi congratulo con Russia e Ucraina per la loro leadership e collaborazione rispetto alla tregua di Oleshky". Melania Trump ha espresso la speranza che "Oleshky possa rappresentare una base per una pace duratura tra le due nazioni". La tregua era iniziata martedì scorso e si è conclusa ieri sera, attorno alle 22 italiane, come previsto.

“Usa premono per ripristinare le vendite di gas russo in Europa attraverso l'Ucraina”

Gli Stati Uniti premono per ripristinare le vendite di gas russo in Europa attraverso l'Ucraina, riporta il Wall Street Journal. Domenica ha riferito – citando funzionari statunitensi, europei e ucraini – che gli Usa sostengono una rapida ripresa delle esportazioni di gas naturale russo verso l'Europa tramite i gasdotti che attraversano l'Ucraina. L'iniziativa rientra in una serie di colloqui volti a ottenere una sorta di "tregua energetica" prima dell'inverno.

Cyberattacco anche all’app di alert russa

L'applicazione mobile del ministero russo per le situazioni di emergenza è stata colpita da un massiccio attacco informatico che ha portato alla diffusione di false informazioni al pubblico. Lo ha reso noto il Ministero stesso, come riportato lunedì mattina dall'agenzia di stampa statale Tass.

Hackerata l’app di allerta aerea di Kiev

L'app di allerta attacchi aerei dell'aeronautica militare ucraina è stata hackerata. Lo riporta Ukrinform citando la stessa aereonautica militare ucraina. “L'applicazione air alert potrebbe attualmente fornire informazioni errate a causa di una possibile influenza ostile”, ha segnalato inizialmente su Telegram l'aeronautica. “L'applicazione air alert è stata probabilmente esposta a influenze ostili. Non c'è alcuna minaccia di radiazioni”, si legge nel messaggio. L'attacco informatico è stato poi confermato direttamente dall'aeronautica.

Terminata la tregua a Oleshky

È terminata la tregua umanitaria in vigore dal 27 ottobre al 1° novembre a Oleshky, nella regione di Kherson, allo scopo di condurre un'operazione umanitaria. A darne notizia è stato Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada. “Questa è stata una tappa importante del lavoro umanitario congiunto con la commissaria russa per i diritti umani Yana Lantratova, coordinato dalla first lady degli Stati Uniti Melania Trump”, ha scritto Lubinets su Telegram. “Ora stiamo lavorando sulle possibilità di proseguire con queste iniziative umanitarie. È importante preservare questo meccanismo di interazione per continuare ad aiutare le persone e salvare vite umane”.

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