La storia di questa cantina affonda le sue radici cento anni fa, quando Stefano Ferraris piantò il primo vigneto di Barbera "Nobbio" ad Agliano Terme, cuore del Monferrato Astigiano e storica enclave della Barbera d’Asti.
Ancora oggi quel vigneto è produttivo, caratterizzato dai tipici filari stretti stretti e dai pali in legno che testimoniano il fascino della viticoltura di una volta. Il percorso di crescita è proseguito negli anni '90 con il figlio Roberto, che ha avviato le prime selezioni delle uve in vigna e la produzione delle prime bottiglie con il nome di famiglia.
Oggi l'azienda vive una nuova fase grazie a Marco, trentunenne con una laurea in Economia e la forte volontà di tornare alle origini. Sotto la sua guida, l'impresa di famiglia si è rinnovata puntando con decisione sulla Barbera, declinata in ben cinque versioni differenti, per valorizzare ogni sfumatura del vitigno principe del territorio. Con la consulenza dell'enologo Giuseppe Rattazzo, gestiscono oggi 12 ettari di vigneti a corpo unico disposti attorno alla cantina, allevati a guyot.
Le piante hanno un'età che varia dai 20 agli 80 anni e danno vita a circa 80mila bottiglie all'anno. Non poche. Un traguardo importante per la cantina è anche l'attenzione all'ambiente: l'intera produzione è certificata col Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), a conferma di un impegno verso una viticoltura rispettosa del territorio.
I miei assaggi complessivi, dopo aver bevuto calici davvero buoni in alcuni locali, iniziano dunque con la Barbera d’Asti “Nobbio” 2025 che colpisce subito il cuore di un “barberista” convinto. Ha colore rubino pieno, naso ampio e fruttato: felice per la freschezza che emana. E poi c’è la mandorla tipica della Barbera. In bocca è filigranoso, elegante e fresco per chiudere con un frutto lunghissimo. Anche la nota minerale si sente. Questo vino, promosso a pieni voti, fa macerazione sulle bucce per 25 giorni e affinamento in acciaio.
La Barbera d’Asti “Suòrì” 2025 è frutto della vendemmia eseguita sui vigneti più giovani. E la differenza si sente, soprattutto per quella che viene chiamata “complessità”. Ha colore rubino trasparente; un naso più addomesticato, ma sempre fruttato. In bocca l’acidità è ficcante e comunque manifesta il quid di tipicità per quella che è la Barbera di Agliano.
La Barbera d’Asti superiore “Bisavolo” 2024 è dedicata al fondatore e affina un anno in tonneaux. E qui ti affascina già il suo colore porpora (la “purpurea Barbera” del Pascoli). Il naso è dunque profondo e di ottima concentrazione dove avverti la polpa della frutta rossa. In bocca c’è il velluto, che termina con un guizzo acidulo e croccante.
Infine la Barbera d’Asti superiore La Cricca 2024, che rappresenta un cru a dimora sulla cresta di un bricco, quindi sempre soleggiato, che in dialetto chiamano “cricca”. Il colore porpora qui è ancora più denso; il naso è speziato e fruttato nel medesimo tempo. È una superba sintesi di tutti i calici precedenti: c’è il velluto, la frutta, la profondità e la complessità. E lascia il palato pulito. Colpisce che abbia vissuto un anno di affinamento in barrique, che in questo caso ha decisamente elevato il valore. Direi che è proprio la Barbera del Carducci: “Generosa Barbera, bevendola ci pare d’essere soli in mare sfidanti una bufera”.
Ma non è finita, perché ci sarebbe anche il Nizza “Libérta” 2024, affinato per 18 mesi in barrique nuove che ahimè si fanno sentire con la nuance di vaniglia; in bocca è profondo, ma lascia quella nota boisé e uno squilibrio sull’acidità. E, a dire il vero, non mi è nuovo questo ennesimo assaggio di Nizza, come se per fare il “grande vino” occorresse utilizzare acriticamente la piccola botte.
Chiudiamo con il Monferrato Nebbiolo “Grixa” 2024 che affina dai 12 ai 18 mesi in tonneaux. Ha un coerente colore trasparente; naso caratteristico con note di viola e frutta secca; in bocca è caldo, equilibrato, tannico, allappante. I Ferraris sono stati una delle prime famiglie a piantare nebbiolo in questo areale, già vent’anni fa. Ma il paragone con altre denominazioni di Nebbiolo non regge ancora. Al contrario potrei dire di tante cantine langarole e roerine rispetto alla Barbera, che in questa cantina raggiunge vertici assoluti.
Ferraris Roberto Agliano Terme (At)
regione Dogliano, 33
tel. 320 0950639
Una bottiglia di Barbera d’Asti superiore LA CRICCA 2024:
euro 21